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| Manifesto della pedologia |
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Nella zona di contatto fra atmosfera e litosfera
si trova un corpo naturale, risultato delle interazioni
di processi chimici, fisici e biologici, attuali
e del passato, che l'uomo chiama suolo.
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Il suolo costituisce sulla terra un universo
continuo, non omogeneo, in perenne scambio di
energie e materia con l'ambiente circostante.
Il suolo è un fattore essenziale per il
mantenimento dell'equilibrio globale della biosfera
per la produzione di biomassa, per la regolazione
di altre componenti ambientali (ad esempio le
acque sotterranee, ecc.) come substrato della
maggior parte delle attività biologiche
ivi comprese le attività umane, e come
contenitore di informazioni (aspetti paleoambientali,
relitti archeologici, ecc.).
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Il suolo è una risorsa naturale, molto
difficile da rinnovare e costosa da recuperare
ed i processi che in esso avvengono sono per lo
più irreversibili o regrediscono assai
lentamente. Ogni degrado del suolo (erosione,
cementificazione, ecc.), la sua distruzione o
la incauta (incorretta) trasformazione dei suoi
caratteri fisici, chimici e biologici (salinizzazione,
sodicizzazione, inquinamento, ecc.) si traducono
in una perdita gravissima.
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La vita ed il tenore di vita sulla terra dipendono
strettamente dalle capacità del suolo di
produrre beni, e l'uomo può trarre vantaggio
tramite le sue attività di utilizzazione.
ma può trarne vantaggio ancora maggiore
se, con le sue capacità di discernimento
e di ordinamento del mondo che lo circonda, delimita
i differenti suoli e ne definisce le proprietà
valutando le diverse possibilità di utilizzazione
e di intervento.
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Poiché il suolo è una risorsa naturale
che deve essere trasferita ai posteri, è
nostro dovere mantenerlo in modo che se ne possano
trarre i migliori benefici. Pertanto tutti coloro
che vestono una responsabilità di fronte
al suolo, è bene ne tengano presenti non
solo gli aspetti chimici, fisici e biologici,
ma anche quelli tecnici, sociali, economici e
legali che ne influenzano o ne riguardano direttamente
l'uso e la conservazione. Altrimenti, risulta
assai facile cadere nella trappola della deformazione
professionale con il rischio di trasferire modelli
che producono interventi ad inadeguato livello
tecnologico o di investimento di capitale. Nelle
attività tecniche, professionali e gestionali,
un approccio eccessivamente settoriale può
essere fuorviante; d'altra parte ancor più
rischioso può risultare l'uso di metodi
inadeguati, approssimazioni non giustificate,
facili estrapolazioni.
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Per un valido approccio alle indagini sul suolo,
sia in attività di ricerca sia nel campo
professionale, è necessario considerare
due aspetti tra loro interconnessi: la priorità
e l'urgenza. La priorità deve essere intesa
sia nel suo aspetto "interno alla pedologia"
(se dare precedenza agli inventari della risorsa
suolo, alla caratterizzazione e classificazione
del suolo, alla relazione pianta-suolo, alla valutazione
della degradazione del suolo, ecc.) che nel suo
aspetto progettuale, che risponde alle domande:
dove, perché e per chi lo studio del suolo
viene effettuato.
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L'urgenza nasce dal fatto che la ricerca pedologica,
la sperimentazione ed in genere le attività
agronomiche, forestali e di controllo ambientale
richiedono tempi lunghi. Al contrario la degradazione
del suolo in alcuni casi può raggiungere
rapidamente uno stato irreversibile (catastrofe),
specialmente se si tiene in considerazione anche
l'aspetto economico. Il momento applicativo tende
ad arrivare in ritardo: nei paesi in via di sviluppo,
quandola fame, le catastrofi naturali, il sottosviluppo
diventano acceleratori e modificatori degli eventi
naturali; ovvero, nei paesi ad economia avanzata,
quando la ricerca del profitto a breve termine,
pratiche improprie ed inadeguate scelte politiche
e programmatorie creano forti rischi per l'ambiente.
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I motivi che inducono all'urgenza dovranno essere
tenuti continuamente presenti, informando gli
interessati alla gestione della risorsa che, se
si vogliono abbreviare i tempi di realizzazione
della attività conoscitive del suolo, si
devono prevedere costi maggiori e più potenti
mezzi di indagine. Il rischio è, altrimenti,
quello di ottenere un prodotto di qualità
scadente ed in definitiva, una base meno solida
su cui impostare le decisioni pianificatorie.
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Ecco che la motivazione per lo studio del suolo
assume carattere di eccezionale importanza nelle
scelte programmatorie delle attività pedologiche.
si intende con questo termine il ventaglio di
ragioni che inducono i committenti a richiedere
l'intervento del pedologo. Una motivazione parte
usualmente dal committente, ma può essere
indotta anche dal ricercatore-professionista pedologo.
In ambedue i casi, è necessario avere ben
chiare le ragioni degli interventi, tramite una
conoscenza delle preesistenze conoscitive nel
campo del suolo, del riconoscimento di suoi limiti
d'uso e rischi di degradazione, onde identificare
e quantificare i pedoecosistemi fragili. Tale
attività deve essere consequenziale e strettamente
correlata con le esigenze di urgenza e priorità.
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Il coinvolgimento di committenti ed utilizzatori
deve essere profondo e capillare, in modo che
entrambi possano sfruttare al massimo le informazioni
che vengono dai prodotti delle attività
pedologiche. D'altra parte, al pedologo spetta
il compito di garantire al committente la correttezza
e la fruibilità dei suoi prodotti e di
indicarne le potenzialità e le limitazioni.
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La ricerca e l'applicazione nel settore pedologico
devono avere caratteri di interdisciplinarietà
questo tipo di approccio è necessario per
affrontare le problematiche ambientali in modo
globale, allo scopo di ottenere un disegno produttivo
per lo sviluppo. L'interdisciplinarietà
della scienza del suolo si deve dunque considerare
trasversale alle altre discipline e non ristretta
soltanto alle scienze naturali. Fra gli scopi
dell'interdisciplinarietà vi è anche
quello di evitare attività rivolte solo
all'immediato, senza tenere conto degli effetti
a lunga scadenza dei singoli fattori di produzione.
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L'aspetto fondamentale che il pedologo deve comunque
tenere presente è la sostenibilità
degli interventi nei sistemi agricoli e delle
altre attività nelle quali il suolo è
coinvolto. Tale scopo potrà essere raggiunto
solo operando per mantenere o recuperare l'integrità
e la produttività dell'ambiente, in modo
che l'umanità possa continuare a farne
un uso proficuo.
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(Stesura
del 18/01/94) |
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