Cinque città italiane tra le peggiori per inquinamento in Europa: i dati 2024 dell’AEA mettono in allarme la salute pubblica.
Tra le dieci città più inquinate d’Europa nel 2024, cinque sono italiane. Il dato, diffuso dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, fotografa una situazione grave che interessa in particolare il Nord Italia, dove l’aria urbana risulta tra le più contaminate del continente. La classifica, basata sui valori di PM2.5, mette in evidenza come Cremona, Vicenza, Padova, Venezia e Piacenza abbiano registrato livelli ben oltre le soglie di sicurezza, affiancate in graduatoria da città polacche e dell’area balcanica. Il dato più critico arriva dalla Croazia, ma è il numero di centri urbani italiani ai primi posti a generare maggiore preoccupazione.
Le città europee con l’aria più inquinata: dati ufficiali AEA
I dati raccolti nel corso del 2024 dall’Agenzia Europea dell’Ambiente evidenziano una diffusione estesa di polveri sottili nell’atmosfera urbana, in particolare per quanto riguarda il PM2.5, la frazione più fine e pericolosa del particolato. Questa sostanza penetra nei polmoni e può entrare direttamente in circolo nel sangue, causando effetti su sistema respiratorio, cardiovascolare e nervoso. Secondo l’OMS, il limite ideale sarebbe di 5 microgrammi per metro cubo d’aria (µg/m³), ma l’Unione Europea fissa attualmente un limite molto più tollerante di 25 µg/m³. In entrambi i casi, nelle città in testa alla classifica questi valori risultano sistematicamente superati.
Al primo posto si colloca Slavonski Brod (Croazia), seguita da Nowy Sącz (Polonia), ma già dal terzo al settimo posto compaiono solo città italiane: Cremona, Vicenza, Padova, Venezia e Piacenza. A seguire Ioannina (Grecia), Częstochowa e Żory (entrambe in Polonia). I dati, raccolti su oltre 300 centri urbani europei, indicano che in 13 paesi UE più della metà della popolazione è esposta a livelli di PM2.5 pericolosi. In Italia, il fenomeno si concentra nella Pianura Padana, dove la configurazione geografica e l’alta densità di traffico e attività industriali peggiorano la dispersione degli inquinanti.

L’Italia guida la classifica delle città europee più inquinate (e non è una buona notizia) www.aip-suoli.it
Il monitoraggio dell’AEA è solo una delle fonti disponibili, ma è tra le più complete e utilizzate per misurare l’esposizione reale dei cittadini all’inquinamento. I numeri sono compatibili con quanto emerso anche dal report nazionale “Mal’Aria di città 2025” di Legambiente, che analizza i superamenti dei limiti giornalieri per PM10 in tutte le province italiane. Anche in questo caso, le città del Nord Italia dominano le prime posizioni, con livelli che superano il tetto massimo di 35 giorni all’anno oltre i 50 µg/m³.
Le città italiane più inquinate secondo il rapporto Mal’Aria 2025
Il report pubblicato da Legambiente all’inizio del 2025 conferma una crisi strutturale dell’aria urbana, legata alla gestione del traffico, all’assenza di misure strutturali e al ritardo nell’adozione di modelli urbani sostenibili. Tra le città italiane peggiori per sforamento dei limiti di PM10, al primo posto figura Frosinone (zona Scalo), con circa 70 giorni di superamento registrati. Seguono Milano (68 giorni), Verona (66), Vicenza (64), Padova (61), Venezia (61), Cremona (57) e Napoli (57).
Vicenza, Padova, Venezia e Cremona compaiono quindi in entrambe le classifiche: tra le peggiori d’Europa e tra le peggiori d’Italia. Un dato che evidenzia come la situazione non sia episodica ma cronica, con conseguenze sanitarie che colpiscono milioni di persone. Nei centri urbani con alti livelli di PM, si osserva una maggiore incidenza di mortalità cardiovascolare, tumori polmonari, bronchiti croniche e asma infantile.
Le amministrazioni locali si trovano sotto pressione, chiamate a intervenire con politiche incisive sul fronte dei trasporti pubblici, delle aree verdi, della mobilità dolce e della riqualificazione energetica. Le misure emergenziali, come i blocchi temporanei del traffico, si rivelano inefficaci sul lungo termine. Intanto, i cittadini continuano a respirare un’aria che — dati alla mano — non rispetta gli standard minimi di salute raccomandati dalla scienza.
La fotografia scattata tra fine 2024 e inizio 2025 racconta un paese in ritardo, in cui la crisi ambientale si lega strettamente alla qualità della vita urbana. L’inquinamento non è più una questione di percezione, ma un problema sanitario concreto e misurabile che colpisce trasversalmente tutte le fasce d’età e che va affrontato con urgenza.








