L’attenzione globale sui livelli dei ghiacciai oggi è cresciuta significativamente, soprattutto dopo la recente istituzione della Giornata Mondiale dei Ghiacciai da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, celebrata il 21 marzo. Il 2025 è stato infatti proclamato Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai, un’occasione cruciale per fare il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive future di questi importanti indicatori climatici.
Il quadro attuale dei ghiacciai in Piemonte: dati della Campagna Glaciologica 2024
Secondo il resoconto di Arpa Piemonte relativo alla Campagna Glaciologica 2024, l’annata idrologica 2023/2024 ha mostrato caratteristiche particolari. L’innevamento tardo invernale e primaverile è stato tra i più abbondanti degli ultimi decenni, un fatto anomalo che però non ha evitato il consumo estivo della copertura nevosa a causa di un caldo persistente e dell’effetto delle polveri sahariane che hanno colorato la neve di rosso, accelerandone la fusione.
L’analisi delle estensioni dei ghiacciai piemontesi ha evidenziato un calo complessivo della superficie glacializzata da 30 km² nel 2006-2007 a 22 km² nel 2024, con la scomparsa definitiva di cinque ghiacciai e la frammentazione di altri in corpi minori. In totale, il numero di corpi glaciali distinti è passato da 109 a 161, includendo ghiacciai dinamici, glacionevati e masse coperte da detrito.
L’aggiornamento cartografico, basato su ortofoto raccolte tra il 2022 e il 2024, rappresenta un’importante baseline per monitorare l’evoluzione futura della criosfera piemontese. I rilievi hanno confermato anche la fragilità degli equilibri ambientali ad alta quota, con numerose instabilità che testimoniano la vulnerabilità degli ecosistemi glaciali e periglaciali.
Cause e conseguenze dell’innalzamento del livello del mare legato allo scioglimento dei ghiacciai
Lo scioglimento progressivo dei ghiacciai, insieme all’espansione termica degli oceani, è una delle cause principali dell’innalzamento del livello del mare. Tra il 1901 e il 2018, il livello medio globale degli oceani è aumentato di 15-25 cm, con una velocità accelerata negli ultimi anni che raggiunge circa 3,7 mm all’anno dal 2010. Il contributo diretto dello scioglimento dei ghiacciai temperati ha rappresentato circa il 21% di questo aumento, mentre le calotte polari della Groenlandia e dell’Antartide hanno contribuito rispettivamente per il 15% e l’8%.
L’innalzamento del livello del mare ha impatti significativi a livello globale e regionale, con alcune aree, in particolare le zone costiere dell’Asia (Bangladesh, India, Cina, Indonesia, Giappone, Vietnam), che rischiano inondazioni e perdita di territori abitati. Inoltre, fenomeni di subsidenza, come quelli osservati nei delta di grandi fiumi e in alcune città come New Orleans, amplificano il rischio di inondazioni e rendono più difficile l’adattamento.
Prospettive future e importanza del monitoraggio continuo dei ghiacciai
Le proiezioni scientifiche indicano che l’innalzamento del livello del mare continuerà ad accelerare nei prossimi decenni, soprattutto a causa del ritardo nella risposta degli oceani e delle calotte glaciali al riscaldamento globale già in atto. Secondo il sesto rapporto di valutazione dell’IPCC, entro il 2100 il livello del mare potrebbe aumentare da 32 fino a oltre 100 cm, con scenari più estremi che non escludono aumenti superiori ai 2 metri in caso di instabilità significativa delle calotte glaciali marine.
Nel contesto italiano, il monitoraggio dei ghiacciai alpini rappresenta un indicatore fondamentale per comprendere l’evoluzione climatica e i rischi associati. Le attività di Arpa Piemonte, in collaborazione con il Comitato Glaciologico Italiano, il CNR-IRPI e altri enti, sono essenziali per aggiornare costantemente le basi dati e fornire un quadro dettagliato dei cambiamenti in atto. La disponibilità di dati precisi e aggiornati permette di pianificare interventi di tutela ambientale e di adattamento ai cambiamenti climatici, limitando gli impatti negativi sui territori montani e sulle comunità locali.
L’attenzione ai ghiacciai non è dunque solo una questione scientifica, ma anche un elemento strategico per la gestione sostenibile delle risorse idriche, la prevenzione dei rischi naturali e la conservazione degli ecosistemi alpini in un’epoca di cambiamenti climatici senza precedenti.








