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Riscaldamento, la prossima bolletta sarà una stangata: quanto si pagherà

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Riscaldamento, la prossima bolletta sarà una stangata: quanto si pagherà - aip-suoli.it

Con l’arrivo del sistema Ets2 europeo, il costo del riscaldamento potrebbe aumentare fino a 600 euro l’anno

L’Emission Trading System 2, il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di CO₂, entrerà in vigore nel 2027 con effetti reali dal 2028. Secondo uno studio elaborato da Bip per Assogasliquidi-Federchimica, l’impatto sulle spese domestiche sarà tutt’altro che marginale. Il sistema, che obbligherà all’acquisto di quote anche per riscaldamento e trasporto leggero, potrebbe far lievitare il costo annuo per il riscaldamento fino a 600 euro e quello per i carburanti fino a 280 euro. Un cambiamento che coinvolge famiglie, imprese e un intero settore già sotto pressione tra rincari energetici e transizione ecologica in corso.

Quanto costa l’Ets2 alle famiglie italiane e quali categorie pagheranno di più

Lo studio stima che, da qui al 2030, i costi aggiuntivi generati dall’Ets2 potranno variare tra 0,7 e 5 miliardi di euro per il settore residenziale e tra 2 e 15 miliardi per quello aziendale, a seconda del prezzo delle quote di CO₂. Il provvedimento, già operativo per i grandi impianti industriali dal 2005, ora si estenderà anche ai settori domestici e alla mobilità privata.

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Quanto costa l’Ets2 alle famiglie italiane e quali categorie pagheranno di più – aip-suoli.it

Le spese per il riscaldamento domestico, in particolare, saranno tra le più colpite. Secondo i calcoli, il rincaro potrà arrivare fino a 600 euro annui per famiglia, una cifra che peserà soprattutto nei comuni montani, nelle aree rurali e negli edifici non ancora efficientati. Nella mobilità leggera, il sistema impatterà direttamente sul costo del carburante, con un potenziale aumento annuo fino a 280 euro a veicolo.

Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi-Federchimica, ha sottolineato come anche la direttiva Red III sulle energie rinnovabili si sommi agli effetti dell’Ets2, aggravando il quadro complessivo. Da qui la richiesta alle istituzioni europee di flessibilità nell’applicazione della normativa e di compensazioni economiche dirette sulle bollette energetiche.

Nel contesto delle possibili contromisure, emerge il ruolo strategico del Gpl, indicato come una fonte più competitiva rispetto ad altri vettori, soprattutto se si accelera sulla produzione di bioGpl e rDME, combustibili rinnovabili che potrebbero contenere i costi e ridurre le emissioni senza obbligare a cambi tecnologici complessi o onerosi per i cittadini.

Gpl, case green e mobilità: perché il sistema attuale rischia di penalizzare le famiglie più fragili

L’altra questione aperta è quella del settore off-grid, ovvero tutte le abitazioni e le attività produttive non collegate alla rete del metano, che in Italia interessano numerose zone montane, rurali o isolate. Qui, il Gpl è spesso l’unica fonte energetica disponibile, e secondo i dati di Assogasliquidi può risultare fino al 50% più conveniente rispetto ad altre alternative.

Marco Roggerone, presidente del gruppo Gpl Combustione, ha messo in evidenza un punto critico: l’Ets2 si sovrapporrà all’attuazione della direttiva Epbd, nota come “Case green”. Questa normativa prevede standard elevati di efficienza energetica per gli edifici, tra cui l’abbandono delle caldaie a gas a partire dal 2040. Ma per molte famiglie, l’elettrificazione completa degli impianti significa spese ingenti e interventi strutturali, spesso incompatibili con i vincoli architettonici o con la disponibilità economica.

Le moderne caldaie a condensazione alimentate a Gpl, sempre più compatibili con combustibili rinnovabili, vengono proposte come una soluzione transitoria in grado di ridurre le emissioni e contenere i costi, senza creare disagi abitativi. Anche per le industrie locali, il Gpl rappresenta una delle poche opzioni praticabili in termini di fornitura, autonomia e sostenibilità economica.

Infine, Dario Stefano, presidente del gruppo Gpl Autotrazione, ha sollevato il tema della neutralità tecnologica. La Commissione Europea, nella revisione del regolamento sulle emissioni di CO₂, prevede un ruolo solo marginale per i biocarburanti, e solo a partire dal 2035. Secondo Stefano, questo approccio rischia di bloccare gli investimenti e di frenare il rinnovo del parco auto, che oggi, in Italia, è tra i più obsoleti d’Europa.

L’Ets2, in sintesi, non sarà solo una questione di “costi ambientali”, ma avrà ripercussioni dirette sul bilancio familiare, soprattutto per chi vive in condizioni già penalizzate da fattori geografici, strutturali o sociali. Il ripensamento delle soglie, la valorizzazione delle fonti rinnovabili non elettriche e misure di compensazione mirate diventano quindi necessari per evitare che la transizione ecologica si trasformi in un nuovo cuneo economico per le famiglie italiane.

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