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Possono davvero prendere fuoco? Facciamo chiarezza sui pannelli fotovoltaici con dati reali

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Possono davvero prendere fuoco? Facciamo chiarezza sui pannelli fotovoltaici con dati reali - aip-suoli.it

Pannelli fotovoltaici e rischio incendio: cosa dicono i dati, come prevenirlo e perché la qualità conta.

Il timore che i pannelli fotovoltaici possano innescare un incendio è ancora molto diffuso, soprattutto tra chi si avvicina per la prima volta a un impianto solare domestico. L’idea di avere componenti elettrici sul tetto, esposti a pioggia, vento e alte temperature, fa immaginare scenari critici. In realtà, i numeri raccontano un’altra storia. Gli incendi causati da impianti fotovoltaici sono rari, e spesso dipendono da errori umani o materiali scadenti, più che dalla tecnologia in sé. Un impianto progettato e installato correttamente non è più pericoloso di qualsiasi altro dispositivo elettrico domestico.

I dati reali sugli incendi fotovoltaici e le cause più frequenti

Le statistiche raccolte a livello europeo parlano chiaro: meno dell’1% degli incendi in edifici coinvolge impianti fotovoltaici. Anche in quei casi, il pannello o l’inverter non sono quasi mai la causa primaria. Una revisione internazionale stima 0,3 incendi per megawatt installato, un’incidenza molto bassa se confrontata con altre fonti elettriche presenti nelle abitazioni.

Quando un impianto prende fuoco, i motivi sono quasi sempre riconducibili a cattiva installazione, componenti di bassa qualità o assenza di controlli periodici. Le criticità tecniche più comuni sono:

  • Hotspot, ovvero zone localizzate del pannello che si surriscaldano per difetti interni, ombreggiature o microfessure. Da sole non bastano ad avviare un incendio, ma indicano un punto debole.

  • Archi elettrici, scintille generate da connessioni imperfette o connettori difettosi. Possono raggiungere temperature elevate e incendiare plastica o polvere accumulata sul tetto.

  • Surriscaldamenti di cavi o morsetti, spesso dovuti a serraggi sbagliati, cavi troppo sottili o materiali non adeguati alla potenza dell’impianto. Sono fenomeni lenti ma pericolosi se ignorati.

Un pannello economico può nascondere difetti invisibili a occhio nudo: saldature mal eseguite, diodi difettosi, incapsulanti instabili, guarnizioni che cedono all’umidità. Nel tempo, questi punti deboli diventano vulnerabilità concrete, specialmente se il tetto accumula foglie, nidi o detriti infiammabili.

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I dati reali sugli incendi fotovoltaici e le cause più frequenti – aip-suoli.it

I materiali plastici presenti nei pannelli o nei supporti influiscono anch’essi sul rischio di propagazione di fiamma. Ecco perché scegliere moduli certificati, prodotti da marchi tracciabili e con garanzie documentate non è un dettaglio tecnico, ma una scelta fondamentale per la sicurezza.

Dove si nascondono i punti critici e cosa fare per evitare guasti e incendi

Chi pensa che i pannelli siano l’unico punto sensibile sbaglia bersaglio. I componenti elettrici, come inverter e ottimizzatori di potenza, sono più esposti a rischio. L’inverter, in particolare, lavora trasformando corrente continua in alternata e può surriscaldarsi se installato male o in ambienti non ventilati. Gli impianti progettati senza valutare il contesto (orientamento, materiali, esposizione) possono presentare problemi dopo pochi anni.

Anche il processo di installazione fa la differenza. Connettori non compatibili, cavi sovraccaricati o fissaggi imprecisi non si notano subito, ma aumentano la resistenza elettrica interna, generando calore silenzioso e progressivo. È proprio questo calore anomalo, se ignorato, che può creare un innesco. Ecco perché rivolgersi a installatori qualificati, dotati di certificazioni aggiornate, è la prima forma concreta di prevenzione.

Fattori esterni come fulmini, grandine o animali (topi, uccelli) possono danneggiare fisicamente i pannelli o i cavi, ma in genere gli impianti ben realizzati sono protetti da scaricatori di sovratensione e messe a terra correttamente dimensionate. Il caldo estivo, da solo, non è sufficiente a far prendere fuoco un impianto, ma può peggiorare difetti preesistenti, come una giunzione già allentata o un morsetto instabile.

La manutenzione regolare è essenziale: controlli termografici, ispezioni visive e sistemi di monitoraggio intelligente aiutano a identificare in anticipo anomalie che altrimenti passerebbero inosservate. Un pannello non si rompe all’improvviso: dà segnali, e interpretarli in tempo significa evitare guasti gravi o incidenti.

Infine, il rispetto delle norme antincendio: la normativa CEI europea fissa parametri precisi sulla reazione al fuoco dei moduli e sull’installazione sicura. Chiedere certificazioni, schede tecniche e dichiarazioni di conformità è un diritto di chi acquista, non un eccesso di cautela. È parte integrante della responsabilità del proprietario.

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