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Genitori in allerta: cresce la preoccupazione per i figli che usano i social e il motivo è disarmante

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Genitori in allerta: cresce la preoccupazione per i figli che usano i social e il motivo è disarmante - aip-suoli.it

Dalla beta Android emerge una novità rilevante: WhatsApp testa gli account supervisionati con funzioni ridotte e visibilità controllata.

Nel tracciato lento ma costante degli aggiornamenti WhatsApp, la versione 2.26.1.30 per Android ha svelato una funzione che potrebbe cambiare il modo in cui viene usata l’app all’interno dei nuclei familiari. Secondo quanto segnalato da WABetaInfo, il team di sviluppo sta sperimentando una modalità a livelli, con due tipi di profili: uno principale e uno secondario, pensato per utenti con restrizioni specifiche.

Pur non essendo dichiarato esplicitamente come controllo parentale, il sistema appare chiaramente disegnato per consentire a un adulto di gestire l’account di un minore, monitorandone le attività e limitandone le interazioni. Il contesto tecnico lo conferma. Le funzioni secondarie risultano semplificate, alcune bloccate, mentre l’account primario mantiene un controllo diretto su privacy e accessi. Un primo passo verso un controllo realistico dell’ambiente digitale, in una piattaforma dove il limite d’età resta spesso ignorato.

Come funzionano i nuovi profili a livelli e cosa può fare chi controlla l’account

La struttura individuata nella beta suggerisce un impianto gerarchico tra profili. L’account principale può attivare, modificare e gestire uno o più account secondari direttamente da una sezione dedicata, con strumenti che permettono di stabilire limiti precisi. Chi utilizza l’account secondario non avrà piena libertà d’azione: non potrà inviare messaggi a numeri non presenti in rubrica, non sarà aggiunto a gruppi da sconosciuti, non vedrà l’ultimo accesso degli altri utenti e non potrà mostrarlo, così come non avrà attive le ricevute di lettura. Anche la foto profilo, lo stato e le informazioni personali saranno visibili solo ai contatti salvati. La comunicazione viene quindi ridotta al minimo indispensabile, mantenendo un livello di sicurezza più alto.

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Come funzionano i nuovi profili a livelli e cosa può fare chi controlla l’account – aip-suoli.it

Tutto questo viene elaborato senza creare un ambiente rigido, ma anzi con una certa flessibilità. L’account primario, che agisce come amministratore, può accedere ai dettagli dell’attività, regolare le impostazioni di privacy del profilo secondario e ricevere aggiornamenti mirati. Non si tratta di spiare, ma di gestire responsabilmente uno spazio comunicativo, offrendo una cornice protetta. Il sistema consente quindi un monitoraggio parziale, senza che il secondario venga costantemente interrotto o sorvegliato. Una modalità che potrebbe essere adatta a contesti familiari, a situazioni educative o anche a persone fragili che usano l’app in modo assistito.

Perché WhatsApp si muove verso i controlli e cosa può cambiare per genitori e minori

WhatsApp ha un’età minima d’accesso, ma è ampiamente noto quanto sia semplice aggirarla. Basta inserire una data di nascita diversa o usare il numero di telefono di un genitore. E così, milioni di adolescenti e bambini utilizzano regolarmente la piattaforma, spesso senza strumenti di protezione adeguati. Questa nuova funzione potrebbe rappresentare un compromesso realistico tra divieti inefficaci e libertà totale. La struttura a livelli, se ben implementata, offre un terreno intermedio tra l’esclusione e l’accesso incondizionato. E, proprio per questo, può diventare un modello anche per altre piattaforme.

Non è ancora chiaro quando questa novità uscirà dalla fase di test. WhatsApp tende ad adottare tempistiche molto dilatate, specialmente per funzioni che incidono direttamente sulla gestione della privacy e dell’esperienza utente. La beta lascia però pochi dubbi: il codice è già presente e funzionante, segno che l’implementazione è vicina. Potrebbe arrivare nel corso del 2026, con un rilascio graduale, prima sui dispositivi Android, poi su iOS.

L’impatto potrebbe essere rilevante, non solo per le famiglie. Il sistema a due livelli apre anche alla possibilità di gestione multipla degli account in ambienti sensibili, come nelle scuole, nei centri per minori o in contesti clinici. Ed è forse questo l’elemento più interessante: non si tratta solo di una funzione in più, ma di una nuova logica d’uso, dove l’accesso si adatta alla persona. Un cambiamento silenzioso, ma che – se arriverà davvero – modificherà il modo in cui immaginiamo la messaggistica personale.

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