Con l’attenzione sempre alta sulla tutela dei pensionati, è importante aggiornarsi sulle opportunità di incrementare la propria pensione.
Tra le soluzioni più efficaci figurano la Quattordicesima mensilità e l’Incremento al Milione, strumenti messi a disposizione dall’INPS per integrare le pensioni più esigue, garantendo un sostegno economico significativo. Vediamo come funzionano questi due meccanismi, quali sono i requisiti per accedervi e come procedere con la domanda.
La Quattordicesima mensilità rappresenta un importo aggiuntivo che viene generalmente erogato nel mese di luglio. È rivolta ai pensionati che abbiano compiuto almeno 64 anni e che abbiano un reddito individuale complessivo entro specifiche soglie, calcolate in rapporto al trattamento minimo annuale INPS. Per il 2025, ad esempio, tali soglie sono fissate a 1,5 o 2 volte il trattamento minimo, a seconda degli anni di contribuzione del pensionato.
L’importo della Quattordicesima non è standard, ma varia in base agli anni di contribuzione e al reddito, oscillando generalmente tra 336 e 655 euro su base annua. La legge del 3 agosto 2007, n. 127, ha stabilito questo meccanismo di sostegno che nel corso degli anni è stato esteso e aggiornato per coprire un numero sempre maggiore di beneficiari.
L’Incremento al Milione, invece, è stato introdotto con la Legge 448/2001 con l’obiettivo di innalzare le pensioni più basse fino a circa 1.000 euro mensili, comprensivi del trattamento minimo. L’accesso a questa maggiorazione è riservato ai pensionati che abbiano raggiunto i 70 anni di età, con possibilità di anticipazione a 60 anni se sussistono particolari requisiti contributivi.
Anche in questo caso, i limiti di reddito personale e, in alcune situazioni, coniugale, sono stringenti e stabiliti dalla normativa. L’entità dell’incremento viene calcolata in modo personalizzato, tenendo conto della situazione reddituale del richiedente e del suo nucleo familiare, per garantire il raggiungimento della soglia minima prevista.
Come presentare la domanda e mantenere il diritto alle maggiorazioni
La richiesta di queste integrazioni non avviene automaticamente: è fondamentale la presentazione del modello RED (Richiesta di Dati reddituali), un documento che serve all’INPS per aggiornare e verificare i redditi del pensionato e, di conseguenza, determinare l’ammontare delle eventuali maggiorazioni spettanti.
Il modello RED deve essere inviato principalmente da chi percepisce redditi aggiuntivi oltre alla pensione o ha subito variazioni reddituali significative rispetto all’anno precedente. La mancata presentazione può comportare la sospensione delle integrazioni.
Le modalità per presentare la domanda sono diverse e semplificate: è possibile utilizzare il portale online dell’INPS tramite SPID, CIE o CNS, oppure rivolgersi ai Centri di Assistenza Fiscale (CAF) e ai Patronati, che offrono supporto gratuito nella compilazione e nella trasmissione della documentazione. È importante rispettare le scadenze annuali fissate dall’INPS per evitare ritardi o decadenze nel beneficio.
Un consiglio prezioso è rivolgersi a un esperto del settore o direttamente all’INPS per una verifica personalizzata, così da assicurarsi di non perdere alcuna opportunità di incremento pensionistico.
Per quanto riguarda il valore della pensione minima, nel 2025 l’importo è stato aggiornato a 603,40 euro lordi mensili, corrispondenti a 7.844,20 euro annui su tredici mensilità, con un aumento straordinario fino a 616,67 euro (pari a 8.016,71 euro annui) previsto dalla Legge di Bilancio 2025 per coloro che già beneficiano dell’integrazione al minimo.
L’integrazione al trattamento minimo non è una prestazione automatica per tutti, ma viene riconosciuta principalmente a chi ha una pensione calcolata con il sistema retributivo o misto, mentre i lavoratori il cui calcolo pensionistico è interamente contributivo (generalmente chi ha iniziato a versare contributi dopo il 1° gennaio 1996) sono esclusi da questa integrazione.
Per chi rientra nel sistema contributivo puro, esistono comunque altre forme di sostegno, come le maggiorazioni sociali o l’assegno sociale, riservati a chi ha almeno 67 anni e soddisfa determinati requisiti reddituali.

Quattordicesima 2026: tempistiche e modalità di erogazione (www.aip-suoli.it)
La quattordicesima viene erogata d’ufficio dall’INPS, generalmente nel mese di luglio, in base ai requisiti anagrafici e reddituali maturati nell’anno solare o nel periodo di riferimento. Per chi perfeziona i requisiti dopo il 31 luglio, il pagamento viene spostato al mese di dicembre.
Per i pensionati che hanno iniziato a percepire la pensione durante l’anno o che compiono 64 anni nel corso del 2026, la maggiorazione viene riconosciuta in misura proporzionale ai mesi di diritto.
L’importo viene calcolato in base agli anni di contribuzione e al trattamento minimo, con una tabella che stabilisce differenti fasce di pagamento, da un minimo di circa 336 euro a un massimo di 655 euro annui.
Nel caso di mancata corresponsione, è possibile presentare domanda di ricostituzione online per ottenere il pagamento degli arretrati.








