Una nuova comunicazione dell’INPS apre l’accesso alle prestazioni familiari a cittadini finora esclusi
Una circolare dell’INPS diffusa il 22 gennaio 2026 ha aggiornato i criteri per l’accesso a due prestazioni fondamentali del welfare italiano: l’assegno unico universale e il bonus nido. Il provvedimento, contenuto nel Messaggio n. 205, nasce in seguito a recenti sentenze di tribunali italiani che hanno riconosciuto il carattere discriminatorio di alcune esclusioni. Al centro del cambiamento ci sono i cittadini extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno per attesa occupazione, finora esclusi da questi benefici, anche in presenza di figli minori.
Dopo anni di restrizioni, l’INPS ha modificato le proprie indicazioni operative, permettendo ora a queste famiglie di accedere ai sostegni, a patto che siano soddisfatti gli altri requisiti di legge. Il provvedimento rappresenta un cambio di rotta importante e potrebbe aprire scenari futuri più inclusivi per altre categorie in attesa di riconoscimento.
I giudici obbligano l’INPS a cambiare linea: esclusione giudicata illegittima
Le decisioni dei tribunali di Trento, Torino e Monza hanno avuto un impatto diretto sulla posizione dell’INPS. Le sentenze hanno stabilito che non è ammissibile escludere i titolari di un permesso per attesa occupazione dalle misure di sostegno familiare, se questi sono regolarmente soggiornanti in Italia. I giudici hanno evidenziato che la natura del titolo di soggiorno non può costituire motivo sufficiente per negare l’accesso a prestazioni come assegno unico e bonus nido.
Queste sentenze sono arrivate in un contesto di crescente attenzione al principio di parità di trattamento, già recepito in altre pronunce precedenti. L’INPS ha quindi dovuto modificare le proprie circolari, aggiornando le istruzioni rivolte agli uffici territoriali.

L’INPS ha quindi dovuto modificare le proprie circolari, aggiornando le istruzioni rivolte agli uffici territoriali – aip-suoli.it
Il cambiamento ha un effetto pratico: le richieste provenienti da cittadini extracomunitari con permesso in attesa di lavoro verranno ora accettate, purché rispettino i criteri anagrafici, reddituali e familiari previsti per tutte le famiglie residenti. La misura ha un impatto immediato su centinaia di domande già respinte, che verranno riesaminate automaticamente. Per chi ha ricevuto un provvedimento di rigetto formale, è anche possibile presentare una istanza di revisione.
La scelta dell’INPS si inserisce in un clima di crescente sensibilità sul fronte dei diritti sociali dei cittadini stranieri. Non si tratta di una nuova legge, ma di un adeguamento amministrativo fondato sulle recenti interpretazioni giurisprudenziali. La misura resta comunque prudente, in attesa di una eventuale pronuncia definitiva della Corte di Cassazione.
Bonus figli e nido con riserva: come funzionano i nuovi pagamenti
Uno degli aspetti più delicati riguarda le modalità di erogazione delle somme. L’INPS ha specificato che i pagamenti saranno effettuati con riserva di ripetizione. Questo significa che le somme di assegno unico e bonus nido potranno essere recuperate successivamente se una futura sentenza della Cassazione dovesse ribaltare l’attuale orientamento.
In pratica, i benefici verranno erogati ora, ma senza garanzia definitiva, una scelta che tutela da un lato le famiglie e dall’altro l’ente previdenziale. Al momento, però, la linea giuridica prevalente è favorevole all’estensione delle prestazioni ai titolari di permesso per attesa occupazione.
Il riesame automatico delle domande già respinte rappresenta un altro tassello chiave. Le famiglie che in passato hanno visto rigettare le loro richieste non dovranno ripresentare tutta la documentazione, ma vedranno le proprie pratiche rivalutate in base alle nuove disposizioni. Solo in caso di esito negativo confermato, sarà necessaria un’azione diretta da parte del richiedente.
Si tratta, in ogni caso, di un segnale forte. Dopo anni di esclusione, il riconoscimento del diritto all’assegno per i figli e al bonus nido anche per chi è in attesa di un’occupazione rappresenta un primo passo verso un sistema più equo. L’effetto immediato sarà una maggiore copertura economica per famiglie spesso in condizioni di vulnerabilità, mentre a livello politico il tema potrebbe tornare al centro del dibattito pubblico.








