Affacciata sull’Atlantico, questa città è chiamata la “sposa del mare”: arte, vento e spiagge in una città ancora poco conosciuta dagli italiani.
A Santander, il Viento del Sur è più di un fenomeno meteorologico. Soffia tra le strade e sul Paseo de Pereda, sfiora i vetri del Centro Botín, alza aquiloni sulla Playa del Sardinero. Il vento qui accompagna tutto, dai pensieri alle vele. Questa città, che dà il nome a una delle banche più grandi del mondo, non è fatta solo di numeri o affari. È la “sposa del mare”, incastonata tra l’Oceano Atlantico e i rilievi della Cantabria, con una delle baie più spettacolari d’Europa. Eppure, molti italiani non sanno neanche dove si trovi. Ecco perché raccontarla diventa necessario, oggi più che mai.
Il palazzo reale sul mare, i fari e l’arte che galleggia
La prima immagine che rimane negli occhi è il Palacio de la Magdalena. Un tempo residenza estiva dei reali di Spagna, oggi è sede universitaria e congresso, ma anche il cuore visivo e simbolico della città. Costruito su una penisola verde, circondato da giardini curati e affacciato su scogliere e spiagge, il palazzo mescola stili francesi, inglesi e modernisti in una struttura elegante, viva, visitabile e piena di storia. Poco distante, il treno turistico accompagna i visitatori tra spiagge e punti panoramici.
Sulla punta estrema, il Faro di Cabo Mayor scruta l’Atlantico dal 1839. È tra i più antichi della Spagna e oggi ospita una collezione d’arte dedicata proprio ai fari. Qui si arriva a piedi, in bici o in auto, tra parchi naturali e scorci sulle scogliere della Costa Quebrada, oggi Geoparco Unesco. Dall’alto del faro si vede tutto: le onde che si infrangono sotto, il centro città sullo sfondo e il verde che disegna il paesaggio.

Il palazzo reale sul mare, i fari e l’arte che galleggia – aip-suoli.it
Nel cuore urbano, sospeso sul mare, sorge il Centro Botín: progetto di Renzo Piano, è uno degli edifici contemporanei più sorprendenti della Spagna. Due volumi bianchi che sembrano fluttuare, sostenuti da colonne, ospitano mostre, eventi e un’auditorium con vista sulla baia. Salire sulla terrazza del centro è un’esperienza in sé. Poco più in là, la Cattedrale de la Asunción racconta invece il volto medievale della città, con il suo chiostro e le spoglie del letterato Menéndez Pelayo.
Non manca il passato remoto. A pochi chilometri, nella Grotta del Pendo, le pitture rupestri di 20.000 anni fa testimoniano la presenza dell’Homo Sapiens. Figure rosse di cerbiatti, cavalli e segni misteriosi tracciano un legame profondo tra questo territorio e l’uomo. Anche qui, tutto ruota intorno alla natura e alla pietra. E al silenzio.
Spiagge, cucina e tradizione: la vera anima della Cantabria
Santander è anche acqua e sabbia. Spiagge lunghe, dorate, fresche. Le più centrali, Sardinero I e II, sono animate da famiglie, sportivi e passeggiatori. A due passi dal centro si trovano invece El Camello, con la celebre scultura di “Neptuno Niño”, e Los Peligros, perfetta per chi ama vela o windsurf. Ma è La Mataleña a incantare davvero: selvaggia, affacciata su scogliere, collegata a un parco verde e a un campo da golf a picco sull’oceano.
Nel quartiere dei pescatori, il Barrio Pesquero, la città mostra il suo volto più autentico. Qui si mangiano le rabas (anelli di calamaro fritto) seduti accanto a chi, quel mare, lo conosce da sempre. Il pesce domina ogni piatto, dai maganos alle vongole alla marinara, mentre in tavola arrivano anche formaggi locali e quesada pasiega, il dolce tipico a base di latte e limone.
A ogni sapore, il suo vino. Bianchi freschi come il Ribera del Ason o rossi intensi come Angel Moreno accompagnano pasti ricchi e conviviali. Dopo cena, si chiude con l’Aguardiente de Orujo, un distillato forte e tradizionale, spesso servito con erbe locali.
Chi cerca cultura può fermarsi al Gran Casinò del Sardinero, elegante testimonianza della Belle Époque spagnola, oggi restaurato. Oppure curiosare tra le bancarelle del Mercado del Este, mercato coperto nel centro, perfetto per uno spuntino o qualche acquisto gastronomico.
Santander offre anche alloggi con vista e tranquillità. Dal panoramico Hotel Chiqui all’elegante Hotel Rhin Garden, fino ai boutique hotel come il Citrea, ogni viaggiatore trova la sua cornice ideale per la notte.
I collegamenti dall’Italia sono numerosi. Si vola direttamente su Santander, ma anche su Bilbao, da cui partono comodi bus per la città. I mesi migliori? Giugno e settembre, quando la luce dura, l’oceano brilla e il vento racconta storie. Sempre.








