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Torna il Bonus più atteso: fino a 2.000 euro per chi ha questi requisiti. Tutte le news

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Torna il Bonus più atteso: fino a 2.000 euro per chi ha questi requisiti. Tutte le news - aip-suoli.it

Bonus 2026: mille euro esenti da tasse (2.000 con figli a carico). Novità, limiti e stop bonus mobilità.

Anche per il 2026 il sistema dei fringe benefit resta attivo, ma con alcune modifiche rispetto al quadro dell’anno precedente. Il tetto di esenzione fiscale standard è fissato a mille euro per tutti i dipendenti, mentre chi ha figli fiscalmente a carico può accedere a una soglia maggiore, fino a 2 mila euro, ma a condizione di comunicare in modo formale i codici fiscali dei figli al datore di lavoro. Scompare invece la misura straordinaria pensata per i lavoratori che, nel 2025, si trasferivano per motivi occupazionali: il bonus da 5 mila euro non sarà più disponibile per i contratti firmati dal 1° gennaio 2026.

Cosa sono i fringe benefit e chi decide se concederli

La definizione di fringe benefit si è progressivamente allargata nel tempo, abbracciando un numero sempre più ampio di strumenti all’interno del welfare aziendale. Non si tratta solo di premi occasionali, ma di una vera e propria modalità con cui l’impresa può riconoscere un vantaggio economico indiretto al lavoratore, senza aumentare il salario lordo.

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Cosa sono i fringe benefit e chi decide se concederli – aip-suoli.it

Tra i benefit riconosciuti ci sono voucher, gift card, rimborsi per bollette, buoni carburante, beni o servizi concessi all’uso, oppure copertura parziale di spese per l’abitazione come mutuo, affitto e utenze domestiche, nel rispetto delle soglie previste. Va sottolineato che l’erogazione di questi vantaggi non è obbligatoria: spetta all’azienda decidere se, a chi e in quale misura concederli. Entrano in gioco il contratto collettivo nazionale, eventuali regolamenti interni o scelte dirette della direzione.

L’accesso a questi benefici non è garantito a tutti. Ci sono imprese che li utilizzano come leva strategica per attrarre talenti, altre che li riservano a determinate categorie o livelli professionali. È quindi una prassi ancora fortemente asimmetrica, legata alle politiche aziendali e al contesto di riferimento.

Come funzionano i limiti, le soglie e le novità del 2026

Per l’anno fiscale 2026, la soglia di esenzione è confermata a 1.000 euro, mentre sale a 2.000 euro nel caso in cui il lavoratore abbia figli a carico. Ma questo raddoppio non è automatico. Serve una comunicazione esplicita da parte del dipendente, che deve fornire all’azienda i codici fiscali dei figli. Senza questo adempimento, il rischio è che il datore applichi il limite standard, con una perdita potenziale del beneficio fiscale.

Il meccanismo delle soglie resta rigido: superare anche di pochi euro il limite previsto può comportare la tassazione dell’intero importo e non solo della parte eccedente. Una condizione che impone massima attenzione nei conteggi da parte dell’ufficio paghe, pena la perdita del vantaggio fiscale per tutti i benefit erogati.

Un capitolo a parte riguarda le auto aziendali a uso promiscuo. In questo caso, la normativa stabilisce che le spese sostenute dall’azienda – anche per l’acquisto – possono generare deduzioni fiscali a beneficio del datore, mentre il lavoratore riceve un vantaggio in natura soggetto a valutazione convenzionale. Il calcolo avviene sulla base delle tabelle Aci, moltiplicando il costo chilometrico del mezzo per una percorrenza annua convenzionale di 15.000 chilometri, con percentuali variabili in base alla categoria del veicolo.

C’è poi la distinzione da fare con i buoni pasto: spesso confusi con i fringe benefit, seguono in realtà una disciplina autonoma, con esenzioni giornaliere e regole diverse a seconda che siano in formato elettronico o cartaceo. Nella maggior parte dei casi, non rientrano nel plafond dei fringe benefit e non vanno conteggiati nei mille o duemila euro previsti.

Infine, dal 2026 non sarà più attiva l’agevolazione da 5.000 euro riservata nel 2025 a chi, con reddito sotto i 35 mila euro, cambiava città per lavoro spostandosi di almeno 100 chilometri. La misura era nata per sostenere i lavoratori neoassunti in fase di mobilità residenziale, ma non è stata prorogata. Continuerà ad applicarsi fino al 2027 solo per chi ha firmato un contratto entro il 31 dicembre 2025, rispettando i criteri fissati.

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