Il bonus zanzariere non è una misura autonoma ma sfrutta Ecobonus o ristrutturazioni: ecco come funziona
Il cosiddetto bonus zanzariere 2026 consente di recuperare parte della spesa per l’acquisto e la posa di nuovi sistemi di protezione per finestre e porte, ma non è un’agevolazione autonoma. La misura rientra infatti nei meccanismi dell’Ecobonus e del bonus ristrutturazioni, che prevedono regole distinte. L’agevolazione spetta solo in presenza di specifici requisiti tecnici, soprattutto se si punta alla detrazione per il risparmio energetico. In alternativa, è possibile ricorrere alla ristrutturazione edilizia, purché si rientri in un intervento più ampio di manutenzione straordinaria. In entrambi i casi, la detrazione fiscale si spalma in 10 anni, con recupero Irpef tramite dichiarazione dei redditi.
Come funziona il bonus con Ecobonus: detrazione e requisiti da rispettare
Il primo canale disponibile per usufruire del bonus zanzariere è l’Ecobonus, la misura pensata per sostenere interventi di efficientamento energetico. In questo contesto, le zanzariere vengono riconosciute come schermature solari solo se rispettano condizioni precise. Devono infatti ridurre l’apporto termico solare e proteggere ambienti interni da un surriscaldamento estivo.
Il valore tecnico più importante da controllare è il fattore solare totale (Gtot), che deve essere certificato e non superare 0,35. Inoltre, i dispositivi devono essere installati in modo fisso, non stagionali o mobili, e orientati da est a ovest passando per sud. Questo significa che non tutte le finestre sono idonee, e i modelli devono essere marcati CE e accompagnati da documentazione tecnica conforme alle normative europee.

Come funziona il bonus con Ecobonus: detrazione e requisiti da rispettare – aip-suoli.it
La detrazione prevista è del 50% per abitazioni principali e del 36% per altri immobili, su una spesa massima di 60.000 euro per unità. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante, e la comunicazione dell’intervento va inviata all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
Sono comprese nella detrazione anche le spese di installazione, smontaggio di vecchi sistemi e gli oneri tecnici o professionali. Questo meccanismo, se rispettato correttamente, permette di ottenere un rimborso importante anche su zanzariere ad alte prestazioni, che integrano la funzione filtrante alla protezione solare.
Bonus zanzariere tramite ristrutturazione: quando vale la pena e cosa serve
Se i requisiti dell’Ecobonus sono troppo rigidi, si può puntare sul bonus ristrutturazioni. Questa alternativa consente di ottenere gli stessi livelli di detrazione – 50% o 36% a seconda dell’immobile – ma con un massimale più elevato, pari a 96.000 euro per unità immobiliare. Qui non serve rispettare il valore di Gtot, né l’orientamento solare delle superfici vetrate.
L’unico limite è che l’installazione delle zanzariere deve rientrare in un intervento di manutenzione straordinaria, documentato da una Cila o Scia. Quindi, non basta montare nuove zanzariere: è necessario che i lavori siano contestuali ad altre opere edilizie, come spostamento di tramezzi, rinnovo di impianti, o installazione di infissi antintrusione. In alcuni casi, la finalità di sicurezza può essere sufficiente, ad esempio se la zanzariera è parte di un sistema certificato anti-intrusione.
La procedura richiede pagamenti tracciabili, sempre tramite bonifico parlante con riferimento all’art. 16-bis del DPR 917/1986, e l’intestazione deve corrispondere a chi usufruisce della detrazione. I documenti da conservare includono fatture dettagliate, certificazioni tecniche e ricevute dell’eventuale comunicazione all’Enea, se l’intervento migliora l’efficienza energetica.
Sebbene non sia più possibile la cessione del credito né lo sconto in fattura, chi esegue correttamente tutta la procedura può beneficiare del rimborso fiscale in dieci quote annuali di pari importo. È quindi importante pianificare l’intervento, non solo per risparmiare, ma anche per evitare errori che potrebbero annullare il diritto all’agevolazione.








