Lifestyle

Per risparmiare sulla bolletta devi fare questa semplice operazione: il segreto che nessuno conosce

Bollette
Per risparmiare sulla bolletta devi fare questa semplice operazione: il segreto che nessuno conosce - aip-suoli.it

Con il gelo record di gennaio 2026 e i consumi in crescita, ecco perché usare il livello 3 del termostato può salvare la bolletta

Gennaio 2026 si è aperto con temperature sotto lo zero in tutta Italia, portando nevicate diffuse anche a bassa quota. In città come Bologna, Firenze e Roma, i disagi sono stati contenuti, ma i consumi energetici sono schizzati alle stelle. Non sorprende, quindi, che gli impianti di riscaldamento risultino tra i protagonisti di questa prima parte dell’anno, nel bene e nel male. Il nodo è sempre lo stesso: come impostare il termostato per avere un ambiente caldo senza spendere centinaia di euro in più ogni mese?

La risposta corretta sembra essere molto più semplice di quanto si creda: non superare il livello 3, il valore intermedio della maggior parte dei termostati domestici. È quello che corrisponde in genere a 19-20 gradi, una temperatura già più che sufficiente in stanze come salotti e cucine, mentre nelle camere da letto o nei corridoi si può anche scendere a 16 gradi, pari al livello 2.

Molti pensano che alzare il termostato al massimo faccia scaldare prima. Ma non è così. Il termostato non accelera il riscaldamento, imposta solo la temperatura finale da raggiungere. E più questa è alta, più tempo ed energia ci vorranno per mantenerla. Il risultato? Un ambiente fin troppo caldo, una bolletta più pesante e zero benefici reali in termini di comfort.

Perché il livello 3 è il punto di equilibrio tra comfort e consumo

Secondo tecnici ed esperti energetici, il livello 3 rappresenta la soglia ideale per la maggior parte delle abitazioni. Permette di mantenere la temperatura stabile senza sforzare l’impianto e consente all’ambiente di riscaldarsi in modo naturale, anche quando fuori le temperature scendono sotto lo zero.

Bollette

Perché il livello 3 è il punto di equilibrio tra comfort e consumo – aip-suoli.it

Quando si imposta il termostato su livelli troppo alti – per esempio al 5, che spesso supera i 23-24 gradi – l’impianto lavora di più, più a lungo e con picchi di consumo elevati. Questo significa non solo bollette più care, ma anche un’usura maggiore dell’intero sistema. Un dettaglio che può fare la differenza soprattutto nei mesi più lunghi e rigidi dell’inverno.

L’abitudine, ancora diffusa, di lasciare il riscaldamento acceso a bassa temperatura tutto il giorno non porta veri vantaggi economici. Le dispersioni termiche, i cambi di temperatura esterna e i momenti di inattività rendono questa pratica poco sostenibile. Meglio gestire gli orari e i livelli in base alla presenza reale in casa.

E quando si torna a casa dopo ore fuori, l’idea di mettere il termostato al massimo per scaldare prima è sbagliata. Il calore non arriva più velocemente. Si ottiene solo un picco di consumo non necessario, e dopo un’ora ci si ritrova in una casa troppo calda da raffreddare.

Piccoli gesti quotidiani che aiutano a ridurre i consumi

Per ridurre la bolletta non basta toccare il termostato. Ci sono accorgimenti semplici che fanno la differenza, senza rinunciare al comfort. Chiudere le porte delle stanze più fredde durante il riscaldamento è il primo passo. Evita la dispersione dell’aria calda verso zone dove non serve, e riduce lo sforzo dell’impianto. L’uso dei para-spifferi alla base delle porte aggiunge un ulteriore livello di isolamento.

Anche tappeti pesanti o moquette aiutano a mantenere il calore, limitando la perdita di calore verso il pavimento. Una soluzione antica, ma efficace. Isolare i tubi esterni, poi, protegge dal gelo e aiuta a mantenere stabile la temperatura interna, allungando la vita dell’impianto.

Un’altra mossa utile è arieggiare brevemente gli ambienti: 5 minuti con finestre spalancate nelle ore meno fredde permettono di rinnovare l’aria senza raffreddare i muri. È un trucco semplice, ma aiuta anche a prevenire la formazione di muffa e ridurre l’umidità, migliorando l’efficienza complessiva del riscaldamento.

Infine, non sottovalutare l’importanza della manutenzione. Radiatori sporchi, caldaie non controllate, perdite nei tubi o termostati non calibrati aumentano il consumo. Una piccola revisione, magari all’inizio dell’inverno, può far risparmiare centinaia di euro nel giro di pochi mesi.

Change privacy settings
×