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Le Maldive d’Europa esistono davvero (e costano pochissimo): sono nel cuore dell’Adriatico

Ksamil
Le Maldive d’Europa esistono davvero (e costano pochissimo): sono nel cuore dell’Adriatico - aip-suoli.it

Le Maldive d’Europa esistono davvero e si trovano nell’Adriatico: i dati del boom turistico e il costo reale di una settimana.

Nel cuore dell’Adriatico, a poche ore dall’Italia, c’è una fascia di costa che negli ultimi cinque anni ha visto una crescita turistica tra le più rapide d’Europa. È la Riviera albanese, meta sempre più ambita da viaggiatori alla ricerca di mare cristallino, prezzi contenuti e una proposta ricettiva in espansione. Secondo i dati del Ministero del Turismo albanese, nel 2023 gli arrivi internazionali hanno superato quota 10 milioni, con un incremento del 30% rispetto all’anno precedente. Una tendenza confermata anche nell’estate 2026. L’interesse italiano è tra i più forti: voli pieni, traghetti sold out, prenotazioni anticipate nei mesi estivi e affluenza record in tutte le località balneari.

Località principali, costi e servizi: cosa offre davvero la costa sud dell’Albania

La zona compresa tra Valona e Saranda concentra le spiagge più frequentate del Paese. Dhërmi, situata poco a sud di Valona, accoglie ogni anno migliaia di turisti. Qui si alternano tratti di spiaggia libera a stabilimenti organizzati. I prezzi medi per ombrellone e due lettini si aggirano tra i 15 e i 20 euro al giorno. Alcuni stabilimenti offrono l’accesso gratuito con consumazione obbligatoria, una formula sempre più diffusa. Gli alloggi vanno da piccoli hotel familiari ad appartamenti: una camera doppia in alta stagione costa tra 50 e 75 euro a notte. La zona è tranquilla e adatta a chi cerca relax.

A 40 minuti di strada, Himare rappresenta una valida alternativa. Le spiagge di Porto Palermo, Livadhi e Potami sono apprezzate per la bellezza paesaggistica e la presenza di pinete. In molti tratti si trovano ancora porzioni non attrezzate, dove è possibile stendersi liberamente. Anche qui, i prezzi di pernottamento restano nella fascia sotto gli 80 euro, con una media stabile rispetto al 2025. Le strutture ricettive sono semplici ma generalmente pulite.

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La località che registra la maggiore affluenza è Ksamil – aip-suoli.it

La località che registra la maggiore affluenza è Ksamil, nella punta più a sud della Riviera. Definita da molti “i Caraibi del Mediterraneo”, è però interamente gestita da stabilimenti privati: non esistono tratti di spiaggia libera. I prezzi partono da 15 euro e arrivano anche a 40 euro al giorno, soprattutto nei beach club più attrezzati. Di fronte alla costa si trovano le isole gemelle, facilmente raggiungibili in pedalò, moto d’acqua o barca. L’acqua resta trasparente anche nelle ore centrali, ma la densità turistica è alta. Sul piano gastronomico si alternano proposte low cost e ristoranti più raffinati. In alcune trattorie si pranza con meno di 10 euro, mentre nei locali panoramici i menù arrivano a 25 euro a persona.

Il dato interessante riguarda l’espansione dell’offerta ricettiva. Solo nel 2025 sono state aperte oltre 300 nuove strutture tra Ksamil e Saranda, ma la qualità media resta altalenante. Alcuni appartamenti vengono affittati senza licenza, con standard che variano anche all’interno della stessa zona.

Trasporti, connessioni e criticità: i limiti di un boom accelerato

Dal punto di vista dei collegamenti, l’aeroporto di Tirana resta il principale punto d’ingresso. Nel 2026 ha registrato un traffico superiore a 8 milioni di passeggeri, con una crescita costante da tre anni. Le compagnie low cost come Wizz Air e Ryanair offrono rotte giornaliere dall’Italia, ma una volta atterrati serve noleggiare un’auto. I costi oscillano tra i 45 e i 70 euro al giorno, e il pieno di carburante resta accessibile (1,49€/litro in media a luglio 2026).

In alternativa, molti turisti scelgono Corfù come scalo e proseguono via traghetto fino a Saranda. Il passaggio dura 30 minuti e consente di evitare lunghe tratte interne. Per chi parte dall’Italia con auto al seguito, le tratte più richieste restano Bari–Durazzo e Brindisi–Valona. Il costo complessivo si aggira sui 180–200 euro per due passeggeri con vettura, variabile in base alla compagnia.

Un aspetto da non sottovalutare riguarda la connessione internet. L’Albania non fa parte dell’Unione Europea e quindi non aderisce al roaming gratuito. La soluzione più praticata è l’acquisto di e-SIM internazionali come Holafly, che permettono di navigare senza limiti a costi contenuti.

Sul fronte documentale, basta la carta d’identità valida per l’espatrio, ma le autorità locali richiedono almeno 3 mesi di validità residua. Chi guida un’auto italiana deve esibire libretto di circolazione e assicurazione, e in alcuni casi viene richiesta la carta verde.

La crescita esponenziale del settore turistico ha comportato alcune criticità. Infrastrutture stradali non sempre adeguate, urbanizzazione caotica e pressione ambientale elevata su alcune aree costiere. Le spiagge più note soffrono per la gestione dei rifiuti, mentre l’acqua potabile non è sempre garantita fuori dai grandi centri. La mancanza di un piano urbanistico nazionale per il turismo rende difficile una gestione equilibrata delle risorse.

A oggi, il governo albanese ha avviato solo parzialmente un piano di regolamentazione dei nuovi alloggi. Molti turisti continuano a prenotare tramite portali privi di verifiche ufficiali, con rischi evidenti in termini di sicurezza, igiene e comfort. Eppure, la percezione generale resta positiva: il rapporto tra qualità e prezzo, almeno per ora, continua ad attirare visitatori da tutta Europa.

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