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Fai questo prima di andare a letto? Hai un QI sopra la media

se fai così prima di andare a letto potresti avere un QI elevato
Fai questo prima di andare a letto? Hai un QI sopra la media - aip-suoli.it

Un’abitudine serale apparentemente comune potrebbe raccontare molto più di quanto immagini sul tuo modo di pensare.

Quando la giornata si spegne e le luci si abbassano, per qualcuno inizia il momento più silenzioso, per altri quello più rumoroso. Il corpo si rilassa, ma la mente continua a muoversi, come se trovasse proprio nella quiete notturna lo spazio ideale per riordinare, analizzare, creare. Questa condizione viene spesso vissuta come un ostacolo al sonno, ma negli ultimi anni ha iniziato a essere osservata con uno sguardo diverso. Non più solo un segnale di stress o irrequietezza, ma un possibile indizio di un funzionamento cognitivo particolare.

Sempre più spesso si parla di una relazione tra ciò che accade nella mente prima di addormentarsi e il modo in cui il cervello elabora informazioni durante il giorno. Ed è qui che nasce l’idea, affascinante e per certi versi controintuitiva, che una specifica abitudine serale possa essere collegata a un quoziente intellettivo sopra la media.

Quando il cervello non si spegne davvero

Pensare intensamente prima di dormire non significa semplicemente avere pensieri sparsi. In molte persone questa fase assume la forma di una riflessione strutturata. La giornata viene ripercorsa, le conversazioni analizzate, le decisioni rimesse in discussione e il futuro anticipato mentalmente. È come se il cervello, libero dalle distrazioni esterne, entrasse in una modalità di lavoro profondo.

Questo stato mentale sembra collegarsi anche al modo in cui il sonno viene vissuto. Nelle persone con alto potenziale cognitivo, l’attività cerebrale notturna tende a essere più intensa, soprattutto durante la fase REM, quella in cui il cervello riorganizza i ricordi, collega concetti e dà forma ai sogni. È una fase cruciale per la memoria e la creatività, e quando è particolarmente attiva può rendere più difficile il passaggio rapido dalla veglia al sonno.

Questa caratteristica non emerge solo in età adulta. Osservazioni condotte su bambini con alto potenziale mostrano schemi di sonno diversi, con cicli più rapidi e frequenti, segno di un cervello che continua a elaborare anche durante il riposo. Crescendo, questa modalità si trasforma spesso in una mente creativa, intuitiva e molto ricettiva, ma anche più esposta alla stanchezza mentale.

se fai così prima di andare a letto potresti avere un QI elevato

Quando il cervello non si spegne davvero – aip-suoli.it

Il lato interessante è che questa attività serale non è solo una difficoltà. Molte intuizioni nascono proprio in quel confine sottile tra veglia e sonno, quando le connessioni diventano più libere e il pensiero meno rigido. È una condizione che favorisce la memoria associativa e il pensiero laterale, qualità spesso presenti nelle persone con un’intelligenza elevata.

Esiste però anche un equilibrio da trovare. Una mente sempre attiva può rendere il rilassamento più complesso e, se non gestita, compromettere la qualità del riposo. Per questo, l’obiettivo non è spegnere il pensiero, ma accompagnarlo verso un ritmo più lento, permettendo al cervello di fare ciò che sa fare meglio senza diventare invasivo.

Se prima di dormire ti capita di pensare molto, di riflettere, di collegare idee, non è detto che sia un limite. Potrebbe essere semplicemente il segno di una mente che continua a lavorare anche quando tutto il resto si ferma. E imparare a convivere con questo tratto può trasformarlo da ostacolo a risorsa.

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