Con calore e pochi ingredienti si possono staccare le etichette dai barattoli: ecco il metodo più sicuro e veloce da usare in casa.19
Rimuovere le etichette adesive da barattoli di vetro o plastica è un’operazione all’apparenza semplice, ma spesso frustrante. I residui collosi resitono anche dopo il lavaggio, e molte etichette sembrano progettate per durare in eterno. E non è un’impressione. Le etichette moderne, specie quelle usate nell’industria alimentare, sono studiate per garantire adesione perfetta, resistenza all’umidità e al tempo. Questo rende difficile il loro distacco, soprattutto se non si conosce il funzionamento degli adesivi e il modo in cui interagiscono con la superficie. Ma esiste un metodo efficace che parte da un principio semplice: ammorbidire la colla con il calore, agendo poi con delicatezza per non rovinare né il barattolo né la nostra pazienza.
Etichette adesive e colla: cosa succede quando si scalda la superficie
La maggior parte delle etichette utilizzate su barattoli e confezioni si basa su adesivi detti Pressure-Sensitive Adhesive (PSA). Si tratta di colle che aderiscono con una semplice pressione, senza necessità di attivatori chimici o ulteriori passaggi. Il sistema è rapido, economico e garantisce una buona tenuta anche in ambienti umidi o su materiali lisci come vetro e plastica. Le colle PSA possono avere base acrilica, siliconica o termofusibile, e questo cambia le regole del gioco nel momento in cui si cerca di rimuoverle.

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Uno dei metodi più affidabili per agire è usare il calore, perché molti adesivi sono composti da polimeri termoplastici, materiali che si ammorbidiscono se riscaldati. Un phon o dell’acqua calda riescono a rendere la colla meno coesa, facilitando la rimozione dell’etichetta. In pratica, la colla torna morbida, perde forza adesiva e permette di sollevare facilmente il bordo dell’etichetta per poi tirarla via. È una tecnica semplice, ma serve attenzione: il vetro non sopporta sbalzi termici improvvisi, quindi mai passare direttamente dal frigorifero all’acqua bollente o usare aria troppo calda su una superficie fredda. Il rischio è che il vetro si crepi o, nei casi più estremi, esploda.
Quando si utilizza un phon, bisogna direzionare l’aria calda sulla zona dell’etichetta per almeno 30–60 secondi, mantenendo una distanza di sicurezza. L’uso dell’acqua calda, invece, funziona meglio se il barattolo viene immerso completamente per qualche minuto. Questo metodo è ideale per le etichette applicate con colle hot melt, cioè colle che vengono attivate al momento dell’applicazione mediante calore, e poi si solidificano al raffreddamento.
Solventi casalinghi e adesivi moderni: cosa funziona davvero
Oltre al calore, ci sono altri sistemi molto usati nelle cucine e nei laboratori domestici: alcol etilico denaturato, alcol isopropilico e aceto bianco. Questi liquidi possono indebolire l’adesione della colla grazie alla loro capacità di penetrare all’interno del film adesivo. L’alcol agisce da solvente, rompe le catene polimeriche o ne modifica la struttura superficiale, mentre l’acido acetico dell’aceto può alterare leggermente la stabilità del legame tra colla e superficie.
Funzionano? Sì, ma non sempre. L’efficacia dipende dal tipo di adesivo e dalla sua composizione. Ad esempio, le colle a base acrilica, molto usate nel packaging alimentare, resistono bene a sostanze acquose come l’aceto. Le colle hot melt, invece, possono essere più vulnerabili all’alcol se non sono state rinforzate con additivi. In generale, questi rimedi casalinghi funzionano meglio in combinazione con il calore. Dopo aver scaldato la zona, si può tamponare con un panno imbevuto d’alcol per sciogliere i residui.
Dal punto di vista chimico, questi adesivi sono veri e propri materiali ingegnerizzati. Sono composti da monomeri come isoprene, butadiene, stirene, che si legano tra loro per formare lunghe catene. Alcuni adesivi sono creati per essere reversibili (cioè si possono rimuovere con calore o solventi), altri sono progettati per durare a lungo, resistendo anche a lavaggi e sfregamenti. Questo spiega perché, anche dopo aver messo il barattolo in lavastoviglie, l’etichetta è ancora lì, quasi intatta.
Nel settore alimentare, molti produttori scelgono adesivi acrilici a base acqua, che garantiscono trasparenza, sicurezza e aderenza prolungata. Una volta applicati, l’acqua evapora e lascia un sottile strato adesivo invisibile ma tenace. Anche in questo caso, l’unione tra pressione, chimica e tempo rende difficile la rimozione a freddo.
Per questo, se l’obiettivo è riutilizzare barattoli per conserve fatte in casa, spezie o piccoli oggetti, conviene sempre usare calore e pazienza, evitando strumenti affilati che possono graffiare la superficie. E, se proprio serve, un po’ d’alcol e olio di gomito aiutano a completare il lavoro.








