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Cosa succede se cammini ogni giorno con il freddo: i rischi da non correre

Camminare con il freddo
Cosa succede se cammini ogni giorno con il freddo: i rischi da non correre - aip-suoli.it

Camminare con il freddo fa bene, ma solo se lo si fa con le giuste precauzioni. Ecco i benefici e i rischi da conoscere.

Quando arriva l’inverno, la tentazione di rimanere chiusi in casa è forte. Il freddo viene spesso percepito come un nemico del benessere, e molte persone rinunciano all’attività fisica temendo influenze, dolori articolari o affaticamento. Eppure, camminare con il freddo può offrire benefici sorprendenti, a patto che sia fatto nel modo giusto. La scienza parla chiaro: con un’attività moderata, protetti dal giusto abbigliamento e rispettando i segnali del corpo, muoversi all’aperto nei mesi invernali rafforza il metabolismo, migliora la circolazione e aiuta anche l’umore. Ma ci sono condizioni in cui può diventare rischioso, soprattutto per chi soffre di patologie cardiovascolari o respiratorie.

Perché camminare al freddo può fare bene (ma non a tutti)

Le evidenze scientifiche sul tema sono numerose e convergenti. Camminare in inverno aumenta il dispendio energetico, perché il corpo deve lavorare di più per mantenere la temperatura interna costante. Questo comporta un’accelerazione del metabolismo anche in condizioni di sforzo moderato, che può avere effetti positivi su peso, resistenza fisica e tono muscolare. Il cuore viene allenato a rispondere meglio agli sbalzi termici, grazie al continuo lavoro di adattamento della circolazione sanguigna. Il freddo stimola la vasocostrizione, la camminata la vasodilatazione: due processi che, combinati, mantengono i vasi sanguigni più elastici e reattivi.

Camminare con il freddo

Perché camminare al freddo può fare bene (ma non a tutti) – aip-suoli.it

Anche l’umore riceve un impulso positivo. Uscire e muoversi anche quando il cielo è grigio o la temperatura è bassa stimola la produzione di endorfine, contrasta la letargia stagionale e migliora la qualità del sonno. Secondo diversi studi, una camminata quotidiana al freddo può ridurre ansia e stress, soprattutto se svolta in ambienti naturali. L’attività fisica leggera è collegata anche a una migliore risposta immunitaria. Una revisione pubblicata sul Journal of Sport and Health Science ha mostrato come l’esercizio moderato rinforzi le difese dell’organismo, aumentando la resistenza a virus stagionali se svolto in modo regolare e non eccessivo.

Naturalmente, il freddo resta un fattore da non banalizzare. Il rischio principale è quello di raffreddamento corporeo, soprattutto se ci si veste in modo inadeguato o si resta esposti a lungo con indumenti sudati. Anche le articolazioni possono irrigidirsi se l’attività viene svolta senza un corretto riscaldamento. Per questo, l’ascolto del corpo è fondamentale: la camminata deve essere sostenibile, priva di sforzi improvvisi e accompagnata da movimenti graduali.

I rischi da non ignorare e le persone che devono fare attenzione

Camminare con il freddo non è pericoloso in sé, ma può diventarlo per alcune categorie di persone. Gli anziani, chi soffre di artrosi o di problemi reumatici, e i soggetti con patologie cardiovascolari pregresse, devono muoversi con maggiore cautela. In particolare, chi ha una diagnosi di cardiopatia dovrebbe consultare il proprio medico prima di intraprendere attività all’esterno quando la temperatura scende sotto i cinque gradi. Il freddo intenso aumenta il carico sul sistema cardiovascolare, può alterare la pressione sanguigna e, nei casi estremi, innescare episodi di angina o aritmie.

Anche chi soffre di asma da freddo può avvertire difficoltà respiratorie durante l’esercizio, soprattutto se l’aria è molto secca. In questi casi, è consigliabile proteggere naso e bocca con una sciarpa, per riscaldare leggermente l’aria inspirata. I muscoli, esposti a basse temperature senza essere preparati, tendono a contrarsi e perdere elasticità: camminare “a freddo” aumenta il rischio di stiramenti e crampi, anche a bassa intensità.

Le raccomandazioni degli esperti, inclusa l’OMS, convergono su un punto: l’attività fisica va mantenuta durante tutto l’anno, ma deve essere adattata al contesto climatico. Vestirsi a strati, evitare sudorazioni eccessive, proteggere mani, piedi e testa sono accorgimenti che fanno la differenza. Anche la scelta del terreno è importante: neve e ghiaccio aumentano il rischio di cadute, per questo è preferibile camminare su sentieri sicuri o zone ben pulite.

Chi ha condizioni particolari, come dolori articolari cronici, deve valutare caso per caso, magari alternando le uscite all’aperto con attività al chiuso. Ma per tutti gli altri, una passeggiata regolare, ben programmata, rappresenta un investimento reale sulla salute. Non serve strafare, né resistere alle intemperie. Serve solo uscire, passo dopo passo, senza fretta e con la giusta protezione. Il freddo, se rispettato, può diventare un alleato.

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