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Bonus per i figli piccoli, novità bomba: fai domanda così e ottieni tutto senza intoppi

Bonus per i figli piccoli
Bonus per i figli piccoli, novità bomba: fai domanda così e ottieni tutto senza intoppi - aip-suoli.it

Bonus per i figli piccoli: validità estesa, fasce aggiornate, assistenza domiciliare, documenti richiesti, limiti compatibilità.

Il bonus asilo nido 2026 si presenta con regole nuove e qualche trappola burocratica che rischia di bloccare i pagamenti a molte famiglie. Con l’arrivo del nuovo anno, il contributo per sostenere le spese dell’asilo o dell’assistenza a domicilio cambia forma e struttura: l’obiettivo è semplificare, ma dietro alcune novità si nascondono procedure meno immediate. Il bonus resta destinato ai bambini fino ai tre anni e copre fino a 11 mensilità per l’iscrizione a nidi pubblici o privati, oppure – in presenza di gravi patologie – per l’assistenza a casa.

Dal 1° gennaio 2026, come confermato dall’Inps con la circolare n. 123, la domanda diventa valida per più anni, senza bisogno di rinnovi annuali. Ma serve comunque riconfermare ogni anno le mensilità, caricare almeno una ricevuta, e verificare che l’Isee sia aggiornato. A cambiare sono anche le fasce di reddito, con un nuovo schema per i bambini nati dal 2024 in poi. Restano alcune criticità: i ritardi nei pagamenti e la necessità, per l’assistenza domiciliare, di inviare ogni anno un nuovo certificato medico.

Chi ha diritto al bonus nido e quanto può ottenere davvero

Il contributo economico viene erogato ai genitori di bambini tra 0 e 36 mesi per coprire – totalmente o in parte – le spese di frequenza di strutture educative per la prima infanzia. Parliamo di asili nido pubblici, privati autorizzati, micronidi, sezioni primavera e spazi gioco riconosciuti. Non rientrano tra le spese ammissibili quelle legate ad attività ricreative, pre e post scuola, o servizi extra non educativi.

Nel 2026 viene confermato un doppio sistema di calcolo. Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024, l’Inps prevede due soli scaglioni: 3.600 euro l’anno se l’Isee è pari o inferiore a 40.000 euro, 1.500 euro se il valore supera quella soglia. Il bonus copre 11 mesi all’anno e va richiesto tramite il portale Inps, accedendo con Spid, Cie o Cns.

Bonus per i figli piccoli

Chi ha diritto al bonus nido e quanto può ottenere davvero – aip-suoli.it

I nati prima del 2024 restano invece legati al vecchio modello a tre fasce: 3.000 euro fino a 25.000 di Isee, 2.500 euro tra 25.001 e 40.000, 1.500 euro oltre i 40.000.

La procedura è digitale, ma con delle eccezioni: le famiglie che iscrivono i figli a un asilo pubblico con pagamento posticipato possono allegare solo il documento d’iscrizione. Gli altri devono presentare almeno una ricevuta di pagamento per ottenere l’accredito del contributo.

L’assistenza domiciliare, riconosciuta solo in caso di patologie gravi certificate, richiede ogni anno un attestato medico che confermi l’impossibilità per il bambino di frequentare qualunque struttura.

La vera novità del 2026: domanda pluriennale ma non automatica

Il meccanismo più atteso – e che rischia di creare confusione – riguarda la validità pluriennale della domanda. A partire da quest’anno, chi presenta una richiesta accettata dall’Inps non dovrà ripetere tutto da capo ogni anno. La domanda resta valida fino al mese di agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni. Ma questo non significa che tutto avvenga in automatico.

Ogni anno sarà necessario prenotare le mensilità da gennaio a novembre e allegare almeno un documento valido. Chi salta questo passaggio, rischia di non ricevere nulla, anche se la domanda è ancora attiva.

Si tratta di un meccanismo simile a quello di altri bonus continuativi, che però richiede attenzione costante da parte delle famiglie.

Il bonus è compatibile con l’assegno unico universale e con eventuali contributi regionali, ma non può essere usato per coprire le stesse spese. È quindi possibile sommarli, ma solo se riferiti a voci diverse. Il contributo per il nido non incide sull’Isee e non riduce l’importo dell’assegno unico.

Per quanto riguarda i tempi di pagamento, l’Inps ha confermato che l’erogazione dovrebbe avvenire entro 60 giorni dalla validazione della domanda. Se ciò non avviene, è possibile controllare l’area personale online oppure aprire un ticket tramite Inps Risponde. In molti casi, l’intervento tramite ticket ha sbloccato l’accredito in pochi giorni.

Questa edizione del bonus – sebbene più strutturata – lascia spazio a margini di errore, che rischiano di compromettere l’effettiva fruizione da parte delle famiglie. La parola chiave resta monitorare: Isee, ricevute, certificati e prenotazioni. Solo così il contributo potrà realmente arrivare.

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