Il contributo economico dell’INPS da 250 euro è ancora disponibile: come fare domanda e chi ha diritto davvero.
Un contributo da 250 euro può sembrare piccolo, ma per molte famiglie è ancora una delle misure più concrete per far fronte ai rincari. L’INPS, anche nel 2026, eroga il bonus economico una tantum a chi rispetta determinati requisiti. Il sostegno è pensato per chi ha redditi bassi e ha bisogno di un aiuto rapido, senza troppi passaggi. Eppure in tanti ancora si chiedono se tocchi davvero a loro e soprattutto come richiederlo senza sbagliare.
Chi può richiedere il bonus e quali requisiti servono per il 2026
Il bonus INPS da 250 euro è destinato a una platea ampia, ma serve fare attenzione ai criteri aggiornati. La misura nasce per supportare categorie fragili e lavoratori in difficoltà, quindi non è automatica e richiede il rispetto di alcune condizioni. Prima di tutto, bisogna avere un reddito annuo complessivo che rientri nei limiti stabiliti ogni anno dall’Istituto. Solitamente la soglia è piuttosto bassa, e viene aggiornata in base all’andamento economico nazionale.
Altro requisito fondamentale è essere residenti in Italia, con un codice fiscale valido e posizione lavorativa o anagrafica coerente con la finalità del bonus. A volte hanno diritto anche i disoccupati, i precari, i lavoratori autonomi a basso reddito, oppure i genitori con figli a carico. In molti casi la priorità viene data a chi si trova in una situazione economica certificata come critica. Questo avviene attraverso l’ISEE, che rappresenta uno strumento di selezione ormai centrale per ogni erogazione pubblica.

Chi può richiedere il bonus e quali requisiti servono per il 2026 – aip-suoli.it
Non esistono canali alternativi o modalità informali: per sapere se si rientra tra i beneficiari, conviene sempre accedere con SPID o CIE al sito ufficiale dell’INPS e verificare, nella propria area personale, se il bonus da 250 euro è tra le prestazioni attivabili. In passato, alcune versioni del contributo sono state erogate automaticamente, ma nel 2026 l’invio della domanda è spesso obbligatorio. Anche eventuali limitazioni territoriali o fondi a esaurimento possono influire sull’assegnazione.
Come si richiede il bonus e quando vengono accreditati i soldi
Per fare domanda, l’unica strada sicura è passare dalla piattaforma telematica dell’INPS. Si entra con le credenziali SPID, oppure con CIE o CNS, e si accede alla sezione dedicata ai sussidi economici. Da lì si compila il modulo online, che cambia in base alla categoria di appartenenza. Bisogna inserire dati anagrafici, codice fiscale, situazione lavorativa, ma anche allegare, se richiesto, documentazione ISEE aggiornata.
Una volta inviata la richiesta, viene generato un numero di protocollo che va conservato. Serve per monitorare lo stato della pratica, perché l’INPS non sempre invia notifiche dirette. Per sapere quando arriva il pagamento, bisogna accedere periodicamente al portale e controllare se la domanda è “accolta”, “in lavorazione” o “respinta”. I tempi medi sono di circa 3–6 settimane, ma nei mesi con più richieste o in prossimità di scadenze fiscali i ritardi possono anche superare il mese.
Alcuni utenti si chiedono se il bonus da 250 euro sia cumulabile con altri aiuti. In molti casi sì, ma dipende dalla tipologia del sostegno e dalla finalità. Ad esempio, chi riceve l’assegno unico o altre integrazioni familiari può comunque ottenere il bonus se rispetta i requisiti specifici. Dubbi frequenti riguardano anche la rinnovabilità: non sempre il bonus può essere richiesto più volte, perché in molti casi è una tantum, cioè concesso una sola volta all’anno o per evento specifico.
Nel caso in cui la richiesta venga respinta, è possibile presentare un ricorso seguendo le modalità indicate nella stessa area personale. E se ci sono problemi tecnici o dubbi sui documenti, l’INPS mette a disposizione un servizio di assistenza telefonica, che può aiutare anche nella compilazione guidata.








