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Attenzione ai farmaci da banco, non sono sempre innocui: l’allerta che molti stanno ignorando

Attenzione ai farmaci da banco, non sono sempre innocui
Attenzione ai farmaci da banco, non sono sempre innocui-aip-suoli.it

I farmaci da banco non sono sempre innocui ed è importante saperli usare nel modo corretto, per evitare effetti collaterali. 

Con l’arrivo dei mesi più freddi, l’influenza torna puntuale a occupare le case e le conversazioni degli italiani. Febbre, dolori articolari, mal di gola e spossatezza spingono molti a cercare sollievo immediato, spesso senza passare dallo studio del medico. Complice l’esperienza degli anni precedenti e la facile reperibilità in farmacia, cresce il ricorso ai farmaci da banco, percepiti come soluzioni rapide e sostanzialmente innocue. In realtà, dietro questa apparente semplicità si nascondono rischi tutt’altro che trascurabili.

Dosaggi sbagliati, combinazioni azzardate e assunzioni prolungate possono avere conseguenze che vanno ben oltre il disturbo che si intende curare. Il problema è che pochi conoscono davvero i limiti e gli effetti collaterali di questi medicinali di uso comune. Capire quali sono quelli che richiedono maggiore attenzione e quali errori evitare diventa quindi fondamentale, soprattutto in un periodo in cui l’automedicazione è più diffusa che mai.

Farmaci da banco: ecco perché non sono così banali come si crede e a cosa devi fare attenzione

Paracetamolo e ibuprofene sono tra i farmaci più presenti nelle case degli italiani, considerati una risposta rapida a mal di testa, dolori muscolari, febbre o fastidi stagionali. La loro diffusione, però, ha contribuito a creare un’idea ingannevole di assoluta innocuità.

Attenzione ai farmaci da banco, non sono sempre innocui

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Il fatto che siano acquistabili senza ricetta spinge molte persone a farne un uso disinvolto, spesso prolungato nel tempo e non sempre consapevole delle possibili conseguenze.

Gli esperti invitano a distinguere tra un impiego occasionale e una vera e propria abitudine. Se assunti per brevi periodi e nel rispetto dei dosaggi indicati, questi analgesici risultano generalmente sicuri. Il problema emerge quando diventano un supporto quotidiano per affrontare la giornata, senza una valutazione medica che individui la causa del dolore. In questi casi, il rischio non riguarda solo l’efficacia del farmaco, ma soprattutto gli effetti collaterali che possono manifestarsi in modo silenzioso.

Un uso eccessivo di paracetamolo può mettere sotto stress fegato e reni, con danni che spesso non danno segnali immediati. Anche l’ibuprofene, se assunto senza criterio, può provocare disturbi gastrici, problemi renali e un aumento del rischio cardiovascolare, soprattutto nei soggetti più fragili. La scelta tra i due non è casuale e dipende dal tipo di dolore e dalle condizioni personali, così come l’eventuale assunzione combinata richiede attenzione e competenza.

Per questo, anche di fronte a farmaci di uso comune, il consiglio resta quello di non improvvisare. Chiedere un parere al medico significa tutelare la propria salute, evitando che un rimedio pensato per aiutare si trasformi, col tempo, in un problema più serio.

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