Ecologia

Smetti subito di buttare i bicchieri rotti nel vetro: perché stai sbagliando tutto

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Smetti subito di buttare i bicchieri rotti nel vetro: perché stai sbagliando tutto - aip-suoli.it

I bicchieri rotti non vanno nel vetro: ecco cosa succede se sbagli e come riconoscere quelli riciclabili.

Quando si parla di raccolta differenziata, ci si scontra spesso con oggetti che generano confusione. Il vetro è uno di questi: lo identifichiamo a occhio, lo separiamo dalle bottiglie di plastica, lo associamo subito alle campane verdi ai bordi delle strade. Ma non tutto ciò che “sembra” vetro può esserlo davvero nel ciclo del riciclo. I bicchieri da tavola, ad esempio, nonostante l’apparenza, non sono vetro riciclabile. E quando si rompono finiscono nel contenitore sbagliato molto più spesso di quanto si pensi. Una pratica che compromette interi carichi di materiale e genera costi aggiuntivi per i comuni e per gli impianti.

Perché i bicchieri di vetro rotti non vanno nel vetro

Un bicchiere rotto non va mai buttato nella campana o nel secchio del vetro, nemmeno se è trasparente. Il motivo è nella composizione chimica. A differenza delle bottiglie o dei barattoli, i bicchieri sono realizzati con vetri trattati, spesso temprati, talvolta contenenti piccole percentuali di piombo o altri elementi che modificano la struttura del materiale. Questo tipo di vetro, se mescolato con quello adatto al riciclo, compromette l’intero processo di fusione, danneggiando la qualità del nuovo vetro prodotto.

Per fare un esempio concreto, i calici di cristallo, molto usati per la tavola, contengono una percentuale variabile di piombo. Questo elemento abbassa il punto di fusione e rende il materiale incompatibile con il vetro degli imballaggi, che ha invece una composizione stabile. Non si tratta di una semplice questione estetica, ma di chimica dei materiali. Ecco perché gli impianti di riciclo respingono questi pezzi, anche quando arrivano in piccole quantità.

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Perché i bicchieri di vetro rotti non vanno nel vetro – aip-suoli.it

Per riconoscere il vetro riciclabile, si può fare riferimento ai codici identificativi: GL70 per il vetro trasparente, GL71 per quello verde, GL72 per il marrone. Se un oggetto non riporta queste sigle (o non è un contenitore da imballaggio), non va nel vetro. La regola è semplice: solo bottiglie, vasetti, barattoli. Tutto il resto – compresi i bicchieri, anche se integri – va nell’indifferenziato.

Il problema è che molti cittadini non conoscono queste distinzioni. Così, ogni giorno, finiscono nei bidoni del vetro oggetti che non dovrebbero essere lì: frammenti di bicchieri, specchi rotti, pyrex da cucina, lampadine, ceramiche, vetri di finestre. Gli impianti devono poi selezionare a mano o con macchine questi materiali, spesso troppo tardi, e gettare l’intero carico.

Cosa va nel vetro e cosa no: errori comuni nella raccolta

Nel vetro, lo ripetono tutte le campagne comunali, vanno solo imballaggi. Il criterio non è il colore o la trasparenza, ma la destinazione d’uso. Se un oggetto è stato pensato per contenere alimenti o liquidi e riporta i codici corretti, allora può essere riciclato. I bicchieri da tavola non rispondono a questa logica, perché sono progettati per durare, non per essere fusi insieme ad altri.

Lo stesso vale per molti “falsi amici del vetro”: oggetti che assomigliano ai materiali riciclabili ma che nascondono insidie tecniche. Il pyrex, ad esempio, è un vetro borosilicato usato nelle pirofile da forno. Ha una resistenza termica molto alta, ma questo lo rende inadatto alla fusione a temperature normali. Se finisce nel vetro riciclabile, indurisce il composto e ne altera la qualità meccanica.

Poi ci sono i frammenti di finestre, le montature di occhiali, le lampadine, gli specchi, i monitor TV: tutti rifiuti che vanno gestiti in altro modo, spesso attraverso le isole ecologiche. In alcuni casi, come per le lampade a led, il contenuto elettronico le rende rifiuti speciali.

Attenzione anche ai sacchetti di plastica usati per trasportare il vetro. Vanno svuotati e poi buttati nella plastica, mai lasciati nella campana verde. Il vetro sporco di plastica o carta viene scartato, e i costi di smaltimento aumentano. Anche una distrazione banale, come una capsula metallica lasciata attaccata a una bottiglia, può rendere inutilizzabile il materiale raccolto.

I comuni pubblicano regolarmente elenco aggiornati con tutte le categorie di rifiuti e la loro destinazione. Ma la percentuale di errore resta alta. Una delle domande più cercate online è ancora: “dove si buttano i bicchieri rotti?”. La risposta, a distanza di anni, non è cambiata: indifferenziato.

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