Il Maturity Index è un metodo biologico per la valutazione della qualità di suoli e sedimenti, che utilizza i nematodi come bioindicatori e si basa sul rapporto fra l’abbondanza di organismi a strategia K (persistenti) e a strategia r (colonizzatori). I nematodi costituiscono il phylum più abbondante nel suolo, si possono trovare da 5000 fino a 100.000 organismi in 1 kg di suolo fresco. Questi organismi sono particolarmente adatti ad essere utilizzati come indicatori di qualità ecologica dei suoli poiché appartengono a tutti i diversi livelli trofici.
L’indice nasce nel 1990 presso l’Università di Wageningen in Olanda a seguito degli studi effettuati dal Professor Tom Bongers. Serve per giudicare lo stato globale di inquinamento del suolo. E’ un indice nematologico che non richiede un riconoscimento sistematico troppo approfondito, infatti, è sufficiente fermarsi al livello di famiglia.
Il campionamento si effettua ad una profondità di 10 centimetri circa utilizzando un carotatore avente un diametro di 2.5 cm per limitare l’azione di disturbo sulla fauna. Il numero di campioni varia a seconda dell’estensione del sito di studio.
L’estrazione dei nematodi può essere fatta mediante l’elutriatore di Oostenbrink, oppure, con il metodo di Baermann modificato. In quest’ultimo modo l’efficacia di estrazione è inferiore, ma i costi sono più contenuti.
E’ possibile preparare campioni a fresco per una lettura immediata del campione o preparati permanenti inclusi in glicerina. L’identificazione avviene al microscopio ottico a 600-1000X. Per ogni campione vengono identificati 150 individui circa. Ad ogni famiglia è assegnato un indice c-p (colonizzatori-persistenti) che può variare tra 1 e 5. In particolare il valore 1 è assegnato agli enrichments opportunists, organismi indicatori di inquinamento organico, il valore 2 ai general opportunists (indicatori di altro tipo di inquinamento o di stress), i valori da 3 a 5 ai persisters (indicatori di buona qualità del suolo).








