Cartone della pizza e raccolta differenziata: il dubbio che confonde milioni di italiani ogni giorno
Ogni giorno in Italia si consumano oltre 8 milioni di pizze, molte delle quali ordinate da asporto o consegnate a domicilio. Un’abitudine così diffusa da generare un rifiuto ricorrente in milioni di case: il cartone della pizza. Un oggetto semplice, eppure capace di mandare in crisi anche i più virtuosi della raccolta differenziata. Il contenitore va buttato nella carta? O nell’umido? Oppure, quando è sporco, va nell’indifferenziato? La risposta non è unica, perché tutto dipende dallo stato del cartone.
Il Comieco – consorzio nazionale per il recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica – ha da tempo fornito indicazioni precise, ma non tutti le conoscono. E spesso si finisce per affidarsi a intuizioni sbagliate, che rischiano di compromettere interi carichi di carta destinata al riciclo. Capire dove va buttato il cartone della pizza significa, oggi, fare una scelta ambientale consapevole. Eppure, anche chi è attento può cadere in errore, soprattutto davanti a un coperchio intonso e a un fondo intriso di olio.
Quando il cartone può finire nella raccolta carta
Anche se si tratta di un imballaggio in cartone, non sempre il contenitore della pizza può essere gettato nella raccolta carta. La regola da seguire è semplice: il cartone dev’essere pulito, asciutto e privo di residui alimentari evidenti. Se il contenitore non presenta tracce di sugo, mozzarella o olio, può essere smaltito correttamente nella carta, proprio come accade per una scatola da scarpe o un pacco di biscotti.
In molti casi, solo una parte della scatola è utilizzabile: ad esempio il coperchio, che rimane spesso pulito. In questo caso è buona prassi staccarlo e conferire solo quello nella carta, mentre il fondo va separato. Un gesto banale, eppure fondamentale. Anche una piccola quantità di olio assorbito, infatti, può contaminare la carta riciclata, compromettendo l’intero processo.

Quando il cartone può finire nella raccolta carta – aip-suoli.it
Un altro errore frequente è ignorare la presenza di fogli antigrasso o etichette in plastica. Elementi che devono essere rimossi prima di procedere con lo smaltimento. Anche un cartone apparentemente pulito può risultare non riciclabile se contiene inserti non compatibili. Gli impianti di selezione sono sempre più rigidi e, se il materiale non rispetta gli standard, il rischio è che venga scartato.
È proprio nei gesti quotidiani che si gioca la partita ambientale. La pizza è una presenza fissa sulle tavole italiane, ma la gestione del suo involucro rimane ancora oggi un nodo aperto. Chi si occupa della differenziata sa che basta un errore per rovinare un intero carico.
Quando va nell’indifferenziato o nell’umido (se compostabile)
Il vero problema nasce quando il cartone è chiaramente sporco. Se presenta tracce visibili di cibo, residui oleosi o è completamente unto, non può essere smaltito nella carta. Secondo le indicazioni ufficiali del Comieco, in questi casi il contenitore va buttato nel secco indifferenziato, a meno che non sia compostabile.
Alcune pizzerie hanno iniziato a utilizzare scatole compostabili, che possono essere conferite nell’umido, anche se sporche. Ma come si riconoscono? Basta cercare etichette specifiche stampate sul fondo o sui lati: “OK compost”, “compostabile”, oppure il simbolo con la foglia stilizzata o la norma EN 13432. Se non c’è nessuno di questi simboli, non si può considerare compostabile e il cartone va quindi trattato come rifiuto indifferenziato.
Il falso mito secondo cui “tanto è cartone, va nella carta” è ancora molto diffuso. In realtà, gli impianti di trattamento non riescono a gestire correttamente materiali contaminati da cibo. E quando questo accade, i danni ambientali sono reali. Un singolo gesto sbagliato, moltiplicato per milioni di utenti, diventa un problema nazionale.
Il punto è che la pizza non è solo una tradizione, ma anche un fenomeno logistico. Ogni sera, milioni di confezioni vengono aperte e poi gettate. Capire dove va buttato il cartone non è solo un esercizio di buona volontà, ma un’azione concreta che ha un impatto reale sulla qualità della raccolta differenziata.
La prossima volta che finisci una pizza, osserva il cartone con attenzione. Pulisci quello che puoi, stacca le parti pulite, cerca i simboli. Buttare bene è una responsabilità, anche quando si tratta di una semplice scatola unta.








