Nel cuore di Sorrento esiste un canyon nascosto che sembra uscito da un sogno dimenticato
Nel pieno centro della Sorrento più vivace e turistica, a una manciata di metri da piazza Tasso, si apre all’improvviso una voragine che pochi notano davvero. Il suo nome è Vallone dei Mulini, ma per molti è semplicemente “quel posto verde sotto il ponte”. In realtà, si tratta di un canyon naturale profondo e antico, dove la natura ha ripreso il controllo e ha trasformato antichi ruderi in un paesaggio da fiaba decadente.
Il nome deriva dai resti visibili ancora oggi di un mulino del XIII secolo, che veniva usato per macinare il grano. Accanto c’era anche una segheria, abbandonata anch’essa da decenni. Le strutture sono ricoperte da felci giganti, rampicanti, muschi e alberi, creando uno scenario che sembra uscito da un’altra epoca. Tutto è avvolto da silenzio, umidità e luce filtrata: un ecosistema chiuso, rimasto intatto per secoli proprio perché dimenticato.
Il vallone isolato dalla città: un errore che ha protetto la natura
Il Vallone dei Mulini non è una riserva, non è un parco recintato, non è un museo. È semplicemente lì, incastrato tra i palazzi di Sorrento, isolato dagli interventi urbani che, paradossalmente, l’hanno protetto. Alla fine dell’Ottocento venne costruita via Fuorimura, una strada sopraelevata che tagliò fuori il vallone dal resto della città. Da quel momento, nessuno ha più potuto raggiungerlo facilmente.

Il vallone isolato dalla città: un errore che ha protetto la natura – aip-suoli.it
Questo isolamento ha creato le condizioni per uno sviluppo naturale incontrollato. La zona è soggetta a un microclima unico, con umidità costante e poca luce diretta. Questo ha favorito la crescita di specie vegetali tipiche delle zone tropicali, in piena costiera sorrentina. Le rovine del mulino, coperte da piante e radici, sembrano resti archeologici usciti da un romanzo gotico.
Nonostante sia visibile dal ponte che collega la zona moderna alla piazza, la maggior parte dei visitatori si limita a fare una foto veloce. In pochi sanno davvero cosa stanno guardando, né conoscono la storia di questo luogo. Ma chi si ferma e osserva, nota che lì sotto il tempo non ha fatto il suo corso: è tutto immobile, coperto, assorbito dal verde. Una specie di giungla nascosta tra le vie di una delle città più affollate della Campania.
Come visitare il vallone (senza rovinarlo) e cosa c’è nei dintorni
Si può osservare il Vallone dei Mulini gratuitamente dal belvedere accanto a piazza Tasso, da cui si ha una vista panoramica sulla gola. Una ringhiera in ferro protegge dal vuoto e permette di affacciarsi sul canyon profondo una ventina di metri, dove le rovine storiche convivono con piante tropicali, felci preistoriche e muschi antichissimi.
Chi desidera andare oltre l’osservazione, può partecipare a tour guidati autorizzati. Solo le guide esperte con permesso possono portare piccoli gruppi all’interno del vallone, seguendo percorsi che toccano i resti del mulino, le antiche vasche e le zone più umide e fragili. Le visite sono limitate, sia per preservare l’equilibrio dell’ecosistema, sia per motivi di sicurezza: i sentieri sono scivolosi e stretti, e non devono essere improvvisati.
L’interesse crescente per questo luogo ha spinto anche la città a valutare progetti di tutela e valorizzazione, ma per ora il vallone resta uno dei luoghi più autentici e misteriosi della Campania. Dopo la visita, si può continuare l’esplorazione nei dintorni: i vicoli storici di Sorrento, il Chiostro di San Francesco, i limoneti profumati e le terrazze panoramiche con vista sul Vesuvio. Tutto è a pochi minuti a piedi, ma con un’anima completamente diversa.
Sorrento è anche questo: non solo aperitivi e boutique, ma luoghi silenziosi, sospesi, dove la bellezza non si mostra, ma aspetta di essere scoperta.








