Tra dune, pini e fenicotteri, una spiaggia che incanta e va protetta: come arrivarci e quando andarci
Una baia larga e protetta, poco profonda, dove il mare si fa calmo e trasparente, con sfumature che virano dal turchese al verde acqua. A Cala Brandinchi il tempo scorre piano, tra bagni lenti, profumo di pini marittimi e colori che ricordano i tropici. Eppure siamo in Sardegna, a pochi chilometri da San Teodoro. Qui non servono filtri né voli intercontinentali: basta sdraiarsi sulla sabbia e guardare l’acqua cristallina per capire perché tutti la chiamano “la piccola Tahiti”.
Il nome ufficiale è Cala Brandinchi, ma per chi ci è stato almeno una volta è qualcosa di più: è una sensazione, un luogo che resta nella memoria. La sabbia chiara, quasi bianca, il fondale basso, le correnti assenti, rendono questa spiaggia ideale anche per bambini o per chi cerca semplicemente tranquillità assoluta. E intorno, nessuna costruzione: solo vegetazione mediterranea, una laguna silenziosa e qualche fenicottero che si muove nell’acqua salmastra.
Una spiaggia da sogno, ma anche un ecosistema fragile
Alle spalle di Cala Brandinchi si apre una zona umida protetta. Non ci sono alberghi o strutture invasive, solo dune basse, sentieri sabbiosi e uno stagno salmastro che accoglie uccelli migratori come fenicotteri rosa, aironi cinerini e cavalieri d’Italia. La presenza di quest’area naturale rende l’esperienza ancora più intensa, quasi sospesa. Passeggiare lungo le passerelle, osservare le impronte nella sabbia, ascoltare il vento che sfiora le canne palustri: tutto suggerisce un rispetto silenzioso.
La spiaggia è accessibile, ma va vissuta con delicatezza. Ogni passo fuori dai sentieri può danneggiare l’ecosistema. Ogni rifiuto lasciato in giro è una ferita in un paesaggio che vive grazie all’equilibrio. Cala Brandinchi è un paradiso fragile, che va protetto con attenzione. Anche i colori cambiano durante il giorno: all’alba i riflessi sono rosati, a mezzogiorno il mare si accende di turchese, mentre al tramonto tutto si colora di oro.

Una spiaggia da sogno, ma anche un ecosistema fragile – aip-suoli.it
Chi arriva in spiaggia con la musica alta o con poco rispetto per gli spazi naturali perde la parte più bella di questo luogo: il silenzio. Non è solo una spiaggia da cartolina, è un angolo dove la natura detta il ritmo, e chi sa rallentare ne coglie ogni sfumatura.
Come arrivare e quando andarci
Raggiungere Cala Brandinchi è facile, ma serve un po’ di pazienza. Si trova sulla costa nord-orientale della Sardegna, nel comune di San Teodoro. Da qui, basta seguire le indicazioni per Capo Coda Cavallo. Poco prima di arrivare al mare, c’è un parcheggio a pagamento che consente l’accesso a piedi. Il sentiero che porta alla spiaggia è breve e immerso nella macchia mediterranea.
Nei mesi di alta stagione, soprattutto a luglio e agosto, la spiaggia è molto frequentata. Per questo conviene arrivare presto al mattino, oppure scegliere mesi alternativi come maggio, giugno o settembre. In questi periodi il mare è già caldo, la luce è più dolce e la folla è lontana. È allora che Cala Brandinchi mostra il meglio di sé.
Anche chi soggiorna nei dintorni può approfittare delle prime ore del giorno o del tardo pomeriggio, quando la baia si svuota e il rumore del mondo sembra sparire. Il mare, in queste ore, diventa uno specchio immobile dove si riflettono le colline, i pini e a volte persino le nuvole basse.
Non ci sono barriere, né attrazioni artificiali. Cala Brandinchi non ha bisogno di nulla. Sta lì, senza chiedere attenzione, pronta a regalare pace vera a chi arriva senza fretta.








