I nuovi studi hanno lasciato senza parole gli scienziati: dal cratere di questo vulcano del tesoro esce oro.
Un nuovo studio riaccende l’attenzione sulla struttura profonda del nostro pianeta e su ciò che potrebbe celarsi al suo interno.
Secondo una recente ricerca, il nucleo terrestre starebbe lentamente rilasciando metalli preziosi come oro e platino, che emergerebbero in superficie attraverso l’attività vulcanica. Una teoria discussa per decenni, ma che oggi trova un sostegno concreto grazie all’analisi di rocce basaltiche provenienti dalle Hawaii.
Cosa nasconde il vulcano del tesoro: cosa c’è all’interno
Il lavoro, frutto di tre anni di indagini, mette in discussione l’idea tradizionale di un nucleo completamente isolato dal resto del pianeta. I ricercatori hanno infatti individuato prove che suggeriscono un’interazione costante tra il nucleo e il mantello, la vasta regione rocciosa che si estende sotto la crosta terrestre. Un’ipotesi formulata già quarant’anni fa, ma mai confermata con dati così solidi. Per arrivare a queste conclusioni, il team ha analizzato campioni di rocce vulcaniche di origine basaltica, formate da magma risalito dalle profondità oceaniche.
I campioni, ridotti in polvere e sottoposti a un complesso processo chimico, sono stati esaminati alla ricerca di elementi del gruppo del platino, con particolare attenzione al rutenio, un metallo estremamente raro nella crosta terrestre ma abbondante nel nucleo. L’identificazione di isotopi di rutenio riconducibili ai materiali primordiali della Terra rappresenta la prova più convincente dell’esistenza di un trasferimento di metalli dal nucleo al mantello. Un processo che affonda le sue radici nella storia stessa del pianeta: durante le fasi iniziali della sua formazione, circa 4,5 miliardi di anni fa, enormi quantità di metalli preziosi si concentrarono nel nucleo a seguito di impatti con meteoriti e della successiva differenziazione interna.
Le stime suggeriscono che quasi tutto l’oro terrestre si trovi oggi nel nucleo. La possibilità che una parte di questi metalli stia lentamente risalendo verso la superficie apre scenari affascinanti, anche se i tempi geologici coinvolti sono immensi: la migrazione dal nucleo al mantello richiederebbe centinaia di milioni di anni. Nonostante ciò, su scale temporali così vaste, il fenomeno potrebbe contribuire a modificare la composizione della crosta terrestre. Le implicazioni non riguardano solo la geologia, ma anche il settore minerario. Se il nucleo rilascia effettivamente piccole quantità di metalli preziosi, le riserve terrestri potrebbero essere meno limitate di quanto si pensasse.

Un nucleo ricco di tesori: il nuovo studio – Aip-suoli.it
Tuttavia, gli esperti sottolineano che le quantità coinvolte sono minime e non rappresentano una risorsa sfruttabile con le tecnologie attuali. La comunità scientifica ha accolto con entusiasmo i risultati dello studio, che confermano la presenza di materiale di origine nucleare nei plumi mantellari responsabili della formazione di vulcani come quelli delle Hawaii. Rimangono però molte domande aperte: la dinamica tra nucleo e mantello è complessa e resa difficile da differenze di densità paragonabili a quelle tra olio e acqua.
Comprendere appieno come avvenga questo scambio richiederà ulteriori ricerche e nuove tecniche di indagine. Ciò che è certo è che la Terra continua a rivelare segreti nascosti nelle sue profondità. E ogni nuova scoperta contribuisce a ridefinire la nostra comprensione del pianeta su cui viviamo.








