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In Italia il primo tunnel sottomarino: ecco quali zone collegherà e da quando

Tunnel sottomarino Amburgo
Il primo tunnel sottomarino in Italia, ecco dove si farà - aip-suoli.it

Il primo tunnel sottomarino d’Italia sta per diventare realtà e promette di cambiare per sempre il modo in cui ci spostiamo.

Per anni è stato considerato un progetto quasi irraggiungibile, uno di quelli di cui si parla molto ma che sembrano destinati a restare solo sulla carta. E invece oggi, senza ombra di dubbio, il primo tunnel stradale sottomarino d’Italia è pronto a entrare nella fase più concreta della sua storia. Dopo oltre vent’anni di attese, passaggi amministrativi e revisioni tecniche, il Tunnel Subportuale di Genova è ufficialmente diventato cantierabile, segnando una svolta storica non solo per la città ligure, ma per l’intero sistema infrastrutturale nazionale.

Il passaggio decisivo è arrivato con l’adozione del Decreto ministeriale n. 1/2026, con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato il progetto esecutivo dell’opera. Un atto formale, certo, però fondamentale, perché consente finalmente di avviare la procedura di gara e di definire tempi, modalità e impatti di una delle infrastrutture più complesse mai pensate in ambito urbano in Italia.

Il primo tunnel sottomarino d’Italia diviene realtà

L’iter era iniziato nei primi anni Duemila, quando si cominciò a ipotizzare un attraversamento stradale sotto il bacino del Porto Antico, un’idea ambiziosa che nel tempo è stata inserita tra le opere strategiche di interesse nazionale.

Il tunnel si svilupperà per una lunghezza complessiva di circa 4,2 chilometri, di cui 3,4 realizzati in sotterraneo. Collegherà il nodo di San Benigno, nella zona di Ponente, con viale Brigate Partigiane, nel quartiere della Foce, a Levante, passando sotto il bacino portuale e sotto alcune delle aree più delicate e congestionate della città. In alcuni punti lo scavo arriverà a una profondità massima di circa 45 metri sotto il livello del mare, un dato che rende immediatamente l’idea della complessità tecnica dell’intervento.

L’infrastruttura sarà composta da due canne separate, una per ciascun senso di marcia, realizzate mediante scavo meccanizzato con frese TBM di tipo Hydroshield dal diametro di circa 16 metri. Dimensioni imponenti, infatti si tratta del tunnel stradale sottomarino con il maggiore diametro di scavo mai realizzato in Europa. Un primato che colloca Genova al centro dell’innovazione ingegneristica, ma che richiede anche una gestione estremamente attenta di ogni fase di realizzazione.

Tunnel sottomarino in Italia

Il tunnel sottomarino italiano cambierà le nostre abitudini negli spostamenti – aip-suoli.it

L’investimento complessivo per la costruzione dell’opera è di circa un miliardo di euro. Una cifra importante, però giustificata dagli obiettivi che il tunnel si propone di raggiungere. L’idea di fondo è quella di separare il traffico di attraversamento da quello locale, alleggerendo il carico sulle strade urbane e migliorando la qualità della vita dei cittadini. In questo modo, una parte consistente del traffico pesante e di transito potrà bypassare il centro, con benefici evidenti in termini di tempi di percorrenza, sicurezza e riduzione dell’inquinamento.

I cantieri si concentreranno principalmente nei punti di imbocco e di uscita del tracciato. A Ponente, il tunnel si collegherà alla viabilità di Lungomare Canepa e alla strada a scorrimento veloce Guido Rossa, garantendo un raccordo diretto con il casello di Genova Aeroporto sull’autostrada A10. Il collegamento con il casello di Genova Ovest sull’A7 sarà invece assicurato dal nuovo nodo di San Benigno, uno degli snodi chiave dell’intero progetto.

Verso Levante, l’uscita in zona Foce permetterà di raggiungere rapidamente viale Brigate Partigiane, migliorando l’accesso alle aree centrali e orientali della città. Un collegamento che, senza ombra di dubbio, cambierà le abitudini quotidiane di migliaia di automobilisti e ridisegnerà la mappa della mobilità genovese.

Il Tunnel Subportuale non è solo un’opera stradale, ma una scelta strategica per il futuro di Genova. Serve a rendere la città più moderna, più efficiente e più competitiva, soprattutto in relazione al suo porto, che è uno dei principali d’Europa. Dopo decenni di attesa, il progetto è pronto a passare dalle carte ai cantieri e, questa volta, davvero, sembra non esserci più spazio per tornare indietro.

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