Alimentazione

Allerta latte contaminato, scatta il ritiro dai supermercati: controlla subito se lo hai in casa

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Allerta latte contaminato, scatta il ritiro dai supermercati: controlla subito se lo hai in casa - aip-suoli.it

Segnalato il richiamo nei supermercati: ecco quali sono i lotti coinvolti e perché non devono essere somministrati

Granarolo ha avviato il richiamo precauzionale di tre lotti del latte di proseguimento 2 UHT della linea Granarolo Bimbi, destinato all’alimentazione infantile dopo il sesto mese. Il motivo del richiamo, reso pubblico il 9 gennaio 2026, è la possibile presenza di un contaminante microbiologico. Il prodotto è venduto in confezioni da 2×500 ml ed è stato distribuito in diversi punti vendita sul territorio nazionale, tra cui Decò, Alì, Carrefour e Coop. L’avviso è stato confermato da Il Fatto Alimentare nell’aggiornamento del 12 gennaio 2026.

I lotti coinvolti nel richiamo e cosa si rischia

I lotti interessati dal richiamo sono identificati dai codici Q5185B–, Q5312B– e Q5351B–, con i rispettivi termini minimi di conservazione (TMC) fissati al 30/03/2026, 04/08/2026 e 12/09/2026. Tutti i prodotti sono stati confezionati presso lo stabilimento di via G. Verdi 74 a Soliera (Modena), con marchio di identificazione IT 08 4 CE, di proprietà di Granarolo S.p.A.

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I lotti coinvolti nel richiamo e cosa si rischia – aip-suoli.it

Il richiamo è stato disposto in via precauzionale, ma l’allerta riguarda una categoria sensibile come i neonati. La possibile presenza di contaminanti microbiologici può rappresentare un rischio per la salute dei più piccoli, che hanno un sistema immunitario ancora in fase di sviluppo. L’azienda invita esplicitamente a non somministrare il latte interessato e a restituire le confezioni presso il punto vendita d’acquisto, anche in assenza di sintomi o problematiche visibili.

Non sono stati diffusi dettagli sulla tipologia di contaminazione, ma l’assenza di una nota di pericolo grave fa presupporre che si tratti di un rischio contenuto ma non trascurabile, trattandosi di un alimento destinato alla prima infanzia. Come prassi, ogni richiamo microbiologico comporta il ritiro immediato dei prodotti dalla vendita e la comunicazione tempestiva agli organi competenti, compresi i canali GDO coinvolti nella distribuzione.

Dove è stato venduto e cosa prevede la procedura per i consumatori

I prodotti oggetto del richiamo sono stati segnalati e ritirati nei supermercati delle catene Decò, Alì, Carrefour e Coop, ma non si esclude la presenza anche in altri punti vendita. I consumatori che hanno acquistato confezioni del latte Granarolo Bimbi con i lotti indicati sono invitati a non utilizzarle in nessun caso. È possibile restituire il prodotto direttamente al negozio, dove verrà ritirato anche senza lo scontrino fiscale.

Il ritiro si inserisce nella procedura standard di autocontrollo adottata dalle aziende alimentari, in ottemperanza al Regolamento CE 178/2002, che prevede l’obbligo di ritiro in caso di rischio anche solo potenziale per la salute pubblica. Nel mese di gennaio 2026, Il Fatto Alimentare ha già segnalato sette richiami per un totale di 36 prodotti coinvolti, dimostrando l’attivazione tempestiva delle misure di sicurezza da parte delle aziende italiane.

Le famiglie che hanno già somministrato il latte coinvolto, e che notano sintomi insoliti nei bambini, come febbre, vomito o diarrea persistente, sono invitate a contattare il pediatra e a riferire il numero di lotto utilizzato. Anche se non ci sono state segnalazioni di casi clinici gravi, la prudenza resta prioritaria.

La tracciabilità del lotto e la restituzione al punto vendita sono le due vie principali per gestire in modo corretto questo tipo di allerta. Granarolo, dal canto suo, ha diffuso un comunicato ufficiale in cui si scusa con i consumatori e conferma il proprio impegno nella qualità e sicurezza degli alimenti per l’infanzia.

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