Pubblica o sei morto


 

Non lo so. Chiedo.
Mi risponde uno che non lo sa (ma non me lo dice!) e quindi dedico del tempo per saperlo (ma non ne sono sicuro). Applico la sua risposta alle mie perplessità e ne ricavo la convinzione che non fosse la persona più adeguata a cui chiedere. E per giunta, mi sento di avere abusato del suo prezioso tempo.
Ritento. Stessa domanda. Risposta: "non so ma prova a leggere che potrebbe farti venire delle idee".

Alfred Hartemink inizia la saga del 'pubblica o sei morto' nel 1999 sul Bulletin of the International Union of Soil Sciences citando Brecht 'Science knows only one commandment: contribute to science'. Citazione che lui stesso profana provocatoriamente nei cinque articoli successivi. Anne-Wil Harzing poco più tardi la interiorizza cinicamente nel nome di un software che ambiziosamente si propone di gestire internazionalmente e interculturalmente il mondo. Da Melbourne, Australia.
La buona fede scientifica compare già nel primo passo della lectio magistralis di Albert Einstein come presupposto fondamentale per ogni progresso. Ma la buona fede deve fare i conti con le pressioni del mondo esterno. Il presto “Pubblica o sei morto!” spinge chi scrive sui bordi dell’etica e talvolta qualcuno ‘scivola’ malamente (Science 303:1669-1674 e 308:1777-1783 sono stati ritirati il 12/01/2006), ma quel che impressiona di più è il fatto che la ricerca dell'eccellenza sia effimera nei risultati quanto talvolta pagante nell'immediato per chi la pratica.
Esaltazione del cammino lento e dell'osservazione meditata (e non urlata)...