Ricordo di Guido Sanesi

Giacomo Certini

 

Nell'Agosto del 2006 è venuto a mancare Guido Sanesi, uno dei punti di riferimento della pedologia in Italia.

Guido Sanesi si era laureato nel 1959 in Scienze Forestali a Firenze. Nel 1967 ottenne la libera docenza in Geopedologia e nel 1973 fu nominato Professore stabilizzato di Pedologia presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università di Siena. Divenne Professore Ordinario nel 1980 e fu subito chiamato a coprire l'insegnamento di Pedologia Forestale presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Firenze, dove per anni è stato direttore del Dipartimento di Scienza del Suolo e Nutrizione della Pianta e presidente del Corso di laurea in Scienze Forestali e Ambientali.
Consigliere della Società Italiana di Ecologia, della Società Italiana della Scienza del Suolo e della International Association for Environmental Design, Guido Sanesi ha pubblicato numerosi lavori scientifici. Tra questi mi piace ricordare il libro "Elementi di Pedologia", un testo su cui si sono preparati centinaia di studenti e che per la sua chiarezza e semplicità ha appassionato più di uno di loro alla Scienza del Suolo.
Nell'ultima parte della sua carriera, dopo un periodo dedicato prevalentemente alla didattica e alla gestione del corso laurea in Scienze Forestali e Ambientali, aveva deciso di destinare più tempo alla ricerca. Si era appassionato allo studio del suolo come serbatoio di carbonio, funzione molto importante per tamponare l'aumento della concentrazione di biossido di carbonio nell'atmosfera e, con esso, il riscaldamento globale. In quel momento, il cambiamento globale del clima era ancora una mera ipotesi scientifica, lungi dall'essere entrata nell'immaginario collettivo. Di conseguenza, anche l'importanza del suolo come serbatoio di C non era ben percepita. Tuttavia Guido sentiva che ai suoli, in particolare quelli forestali che studiava da una vita, si stava incominciando a riconoscere una ulteriore fondamentale funzione ambientale. E ne era ben lieto.
Al di là delle sue qualità scientifiche, Guido Sanesi ha lasciato un grande vuoto sotto l'aspetto umano fra chi ha avuto l'onore di lavorare con lui. Era una persona di grande equilibrio, che aveva come dote naturale quella di saper fare da mediatore di posizioni apparentemente inconciliabili. Era assai piacevole stare in sua compagnia, perchè ad una grande cultura affiancava un'innata modestia che metteva a proprio agio i suoi interlocutori. Ed era totalmente avulso da invidia, altra qualità non secondaria.

Come ha detto Umberto Eco in una delle sue Bustine di Minerva:
"…accade sovente di dover spiegare a un giovane perché sia conveniente studiare. Inutile dirgli che è per amore del sapere, se l'amore del sapere non ce l'ha. Né dirgli che uno che sa affronta meglio le vicende della vita di uno che non sa, perché potrebbe additare sempre qualcuno sapientissimo che, dal suo punto di vista, conduce una vita miserabile. E allora l'unica risposta è che l'esercizio del sapere crea delle parentele, delle continuità, degli affetti, ci fa conoscere alcuni Genitori oltre a quelli nostri carnali, ci fa vivere di più, perché non ricordiamo solo la nostra vita ma anche quella di altri, stabilisce un filo continuo che va dalla nostra adolescenza a oggi."

Ecco, Guido Sanesi per me è stato uno di questi "Genitori acquisiti".