Dalla Regione Veneto
 
ARPAV - Osservatorio Regionale Suolo
 
 

L’Osservatorio Regionale Suolo dell’ARPAV, ultimata la carta dei suoli in scala 1:250.000 e relative applicazioni (vedi articolo ne “Il Suolo” n. 1-3 del 2005), è ora impegnato a portare avanti alcuni progetti di rilevamento dei suoli a scale di semi-dettaglio insieme ad altri progetti volti ad affrontare tematiche diverse, quali la determinazione dei valori di fondo dei metalli pesanti nei suoli e lo scambio di dati sui suoli utili a diversi livelli, dal livello regionale a quello nazionale, ed europeo.

Per quanto riguarda la cartografia sono in corso quattro rilevamenti in scala 1:25.000, realizzati su finanziamento di Veneto Agricoltura e finalizzati alle zonazioni in campo viticolo nelle aree DOC Custoza, Montello e Colli Asolani, Val d’Adige, Valpolicella (fig. 1).
Queste vanno ad aggiungersi ai rilevamenti già conclusi DOC Piave Provincia di TV (1996), Piave Provincia di VE (1996), Colli Euganei (2000), Prosecco (2002), Bardolino (2004), Colli Berici (2004) e Breganze (2004).

 



Fig. 1 – Cartografia dei suoli alle varie scale di dettaglio (clic per ingrandire)

 

Le attività di rilevamento in scala 1:50.000 invece sono attualmente concentrate in due province, Treviso e Venezia, dove si prevede saranno ultimate le cartografie nel corso del 2007, che vanno ad aggiungersi e integrarsi con quelle già realizzate per la Valbelluna (2002) e per il Bacino Scolante in Laguna di Venezia (2003). Il progetto per la carta dei suoli in scala 1:50.000 della provincia di Treviso, finanziato dalla Provincia di Treviso, ha avuto inizio nel 2003 e prevede il rilevamento di 144.000 ha, con la descrizione di 300 profili e 2.200 trivellate e l’analisi di circa 1.500 campioni di suolo; per la restante parte del territorio (103.400 ha), già oggetto di precedenti rilevamenti, è prevista l’armonizzazione e il controllo dei dati esistenti, con la produzione di un’unica carta per l’intero territorio provinciale. Contemporaneamente è stato avviato il progetto per il completamento della carta dei suoli della provincia di Venezia in scala 1:50.000, su incarico della Provincia di Venezia, che ha come scopo di elaborare i dati già raccolti in precedenti rilevamenti eseguiti nell’area nord orientale (area del Sandonatese-Portogruarese di circa 104.000 ha) per realizzare una carta dei suoli armonizzata con l’adiacente area del bacino scolante; è in corso anche il rilevamento di una piccola porzione nell’area meridionale (circa 15.000 ha), in modo da completare la cartografia di tutta la provincia.

Oltre alle attività di rilevamento pedologico l’Osservatorio è impegnato ormai sempre più in attività volte a rispondere a quelle che sono le esigenze in tema di protezione ambientale. Operando all’interno di una ARPA, in particolare, siamo chiamati a rispondere a questioni quali la determinazione dei valori di fondo, alla base, ad esempio, delle operazioni di ripristino dei siti inquinati e del riutilizzo dei materiali di scavo. Mentre per l’elaborazione di carte della capacità protettiva o dell’attitudine allo spandimento dei liquami, ci sono in letteratura diversi esempi a cui fare riferimento, per l’elaborazione di carte sui valori di fondo dei metalli pesanti siamo ancora in una fase sperimentale. Per avere un supporto scientifico nell’affrontare questo tema, ci si è avvalsi della collaborazione del CNR ISES di Firenze, nella persona di Fabrizio Ungaro.
Inizialmente è stato indagato il territorio del bacino scolante in laguna di Venezia dove erano stati riscontrati valori elevati di alcuni metalli; particolarmente problematico risultava l’arsenico che si rileva spesso nel suolo a concentrazioni superiori ai limiti di legge (DM 471/99) soprattutto nei suoli del bacino del Brenta. Sono stati analizzati campioni a due profondità (topsoil e subsoil) di circa 350 profili al fine di determinare il contenuto naturale e usuale di alcuni metalli pesanti (cadmio, arsenico, cromo, nichel, piombo, rame, mercurio, zinco). Le concentrazioni rilevate negli orizzonti profondi possono essere considerate come livello naturale del metallo nel suolo, essendo in relazione con la composizione chimica del materiale di partenza da cui il suolo ha avuto origine (i suoli sono calcarei e quindi la mobilità dei metalli pesanti risulta molto scarsa). Le concentrazioni negli orizzonti superficiali risentono invece di eventuali apporti antropici da fonti di inquinamento puntuale o diffuso (deposizioni atmosferiche, distribuzione di fertilizzanti e pesticidi); una volta esclusi eventuali inquinamenti puntuali, può perciò essere definito il contenuto usuale dell’elemento. Si è deciso di impostare l’elaborazione dei dati suddividendoli in base all’origine del materiale di partenza (bacini di Brenta, Piave, Adige) per definire dei valori di riferimento. Si è data priorità al bacino del Brenta, in gran parte compreso nel bacino scolante, per il quale sono state realizzate l’elaborazione statistica e geostatistica dei dati (220 osservazioni). L’analisi statistica è consistita oltre che in una statistica descrittiva del dataset, nella determinazione, secondo la metodologia riportata in ISO/FDIS 19258/2005, del valore del 90° percentile per gli orizzonti superficiali (utilizzabile come valore di fondo usuale) e per gli orizzonti profondi (utilizzabile come valore di fondo naturale); sono stati inoltre valutati i coefficienti di correlazione tra il contenuto di metalli e i diversi caratteri del suolo (tessitura, sostanza organica, pH, CSC) e tra i singoli metalli; inoltre il contenuto medio di ciascun elemento e la dispersione dalla media sono stati valutati raggruppandoli non per unità cartografica ma ad un livello superiore, di unità di paesaggio, con l’intento di arrivare a definire dei valori di riferimento per ciascuna di esse. L’elaborazione geostatistica ha permesso di spazializzare i dati della concentrazione di ciascun elemento sull’intero territorio e di evidenziare le aree critiche dove sono superati i limiti di legge o i valori di fondo naturale.
Nell’ambito del progetto carta dei suoli del Veneto si è deciso di estendere l’indagine al restante territorio di pianura anche se con una densità di osservazioni più bassa, con l’obiettivo di fissare dei valori di fondo per la pianura alluvionale di Adige, Piave e Tagliamento. Le elaborazioni sono in corso e si concluderanno nel 2007.
Inoltre su richiesta della Provincia Treviso è stato avviato un analogo progetto di indagine dei valori di fondo su tutto il territorio provinciale che prevede l’analisi dei metalli in ulteriori 282 punti e l’applicazione della metodologia sopra descritta.

Nel 2005 si è concluso il progetto Carta Ecopedologica delle Alpi (ECALP) che ha avuto come obiettivo la definizione di una struttura condivisa di database geografico sui suoli, comprendente informazioni su alcuni indicatori. Al progetto hanno partecipato servizi dei suoli del Veneto, Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Austria, Svizzera, Slovenia e Francia (Rhône-Alpes), con il coordinamento di APAT, ARPAV, Università di Milano e la collaborazione dell’European Soil Bureau. L’approccio sviluppato nell’ambito del progetto prevede che le informazioni possano essere aggiornate dal basso verso l’alto, a partire dagli enti territoriali regionali che raccolgono e gestiscono i dati, in modo che le informazioni possano essere utilizzate a livelli più alti (nazionale ed europeo) ed essere facilmente integrate con altri dati territoriali (http://eusoils.jrc.it/projects/alpsis/MainAlpine.html), il tutto organizzato secondo la proposta di direttiva europea per lo scambio di dati geografici INSPIRE.
Sulla base dell’esperienza positiva del progetto ECALP è stata avviata da parte di APAT un’analoga attività di coordinamento tra le regioni italiane per lo sviluppo di indicatori ambientali sul suolo (SIAS) in Italia.
Partendo dalle necessità di conoscenza di alcune minacce di degradazione per il suolo identificate nel documento “Verso una strategia tematica per la protezione del suolo” della Commissione europea (COM 179/2002), APAT ha proposto di costruire con i servizi del suolo regionali alcuni indicatori (carbonio organico e erosione) a partire dalle informazioni gestite dalle regioni e utilizzando la metodologia proposta dalla direttiva INSPIRE come strumento per la comune rappresentazione degli indicatori.
Il gruppo di lavoro, a cui hanno già aderito 17 regioni, è coordinato da ARPA Veneto e le attività saranno svolte nel corso del 2007.

Ulteriori informazioni possono essere acquisite dal nostro sito:

http://www.arpa.veneto.it/suolo/htm/suolo.asp

dove a breve sarà possibile anche consultare on-line la cartografia in scala 1:250.000 della nostra regione.

 
 
 
 

    n. 1-3 anno 2006