Il suolo nell’ambiente urbano
 
Franco Ajmone Marsan, M. Biasioli
Università di Torino, DIVAPRA - Chimica agraria,
Via Leonardo da Vinci 44
10095 Grugliasco (TO)
Email: franco.ajmonemarsan@unito.it
 
 
La ricerca della sostenibilità di un ecosistema urbano si basa sulla conoscenza delle proprietà e delle dinamiche dei comparti che lo compongono. Tra questi il suolo è essenziale sia per le sue caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche, sia per la sua vicinanza con gli esseri umani.
Nelle aree urbane le funzioni ambientali del suolo assumono particolare rilievo, addirittura maggiore di quanto non ne possano avere in ambiti naturali, forestali o agricoli. Infatti le pressioni che qui il suolo deve sostenere sono molto più intense: è maggiore la quantità di inquinanti che ad esso arrivano per via diretta o indiretta ed è più ampia la varietà di contaminanti a causa delle differenti attività che si svolgono in una città. Tra le fonti di contaminazione sono notevoli il traffico e le emissioni industriali ma contribuisce anche lo smaltimento di rifiuti, più o meno controllato. Le pratiche agronomiche che possono conservare la fertilità del suolo sono scarse; il suolo può essere sovente rimaneggiato o mescolato a materiali estranei; infine, viene progressivamente impermeabilizzato dall'espansione delle aree urbane. Come risultato i suoli urbani possono avere caratteristiche chimiche e fisiche molto variabili poiché risentono dei rimaneggiamenti e dei rimescolamenti degli strati superficiali e della eventuale presenza di materiali vari di origine antropica.
D'altra parte la prossimità con l'uomo accresce il potenziale danno che dal suolo può derivare, anche in considerazione del fatto che più dell'80% della popolazione europea vive in aree urbane. In primo luogo il notevole carico di inquinanti può diminuire la capacità del suolo di immagazzinarli o degradarli, accelerando il loro passaggio alla falda o alle piante. Si pensi poi alla frequentazione dei parchi, all'uso delle aree dedicate al gioco dei bambini, alle aree verdi delle scuole: sono occasioni di inalazione e ingestione di particelle di suolo che possono trasportare inquinanti. Non va inoltre sottovalutato il contributo che il suolo può dare al particolato atmosferico, specie se le condizioni chimico-fisiche (scarsa quantità di sostanza organica, scarsa struttura, compattazione, ....) lo rendono suscettibile all'erosione eolica. La progressiva impermeabilizzazione altera i flussi idrici facendo confluire sul suolo scoperto acque ed elementi in esse contenuti in quantità superiori al normale favorendo la lisciviazione dei contaminanti verso la falda. La funzione ecologica fondamentale di ecosistema tamponato viene indebolita anche dalla ridotta superficie di suolo scoperto su cui si concentrano i fattori di pressione. Infine, la scarsa fertilità pregiudica la qualità delle aree verdi le quali sono fondamentali per la qualità della vita urbana. E' in ultimo da sottolineare come le trasformazioni urbanistiche, in particolare la de-industrializzazione, che ha lasciato libere vaste zone spesso molto contaminate, hanno posto notevoli problemi di ripristino delle qualità del suolo. Qualità che assume particolare rilevanza perché non si tratta soltanto di qualità agronomica, né solamente di qualità ambientale ma anche di qualità paesaggistica e ricreativa di grande importanza sociale e culturale.

I suoli della città di Torino sono stati studiati nell’ambito di un progetto Europeo (URBSOIL - Urban soils as a source and sink for pollution: towards a common European methodology for the evaluation of their environmental quality as a tool for sustainable resource management V PQ) condotto parallelamente in altre cinque città europee, Glasgow (UK), Sevilla (E), Aveiro (P), Uppsala (S) e Ljubljana (SE). Il progetto si è articolato nelle seguenti azioni:

a. raccolta dei dati e metadati sugli ecosistemi urbani, loro conversione a un formato comune e allestimento di un database;
b. mappatura dei suoli secondo il loro uso, definizione della strategia di campionamento e campionamento;
c. scelta dei parametri da misurare, dei metodi analitici e definizione di un set di indicatori di qualità ambientale;
d. sviluppo di un Decision Support Tool sulla qualità del suolo.

Nella città di Torino sono stati campionati 123 siti per due profondità (0-10 e 10-20 cm).
I suoli (tabella 1) si presentano con un pH decisamente più elevato rispetto a quello delle aree circostanti.

 

pH
 CaCl2
Sabbia
%
Limo
%
Argilla
%
Corg
%
CSC
cmolc/kg
Media
7.2
70
21
9
1.6
11.3
Mediana
7.4
71
19
9
1.4
10.4
Max
7.8
89
43
17
4.8
26.3
Min
4.7
44
6
4
0.3
4.7
Std dev
0.6
8.1
8.1
3.2
0.9
4.1

Tabella 1
Statistica descrittiva delle principali proprietà dei suoli campionati (0-10 cm) nella città di Torino
[Corg: carbonio organico; CSC: capacità di scambio cationico]

 

Mentre la pianura su cui si trova Torino ha un pH media di 5.6, in città si riscontra un valore di 7.2. Si ritiene che ciò sia dovuto alle aggiunte di detriti di costruzioni – cemento, intonaci, mattoni – che vengono normalmente incorporati al suolo e che possono innalzarne il pH. I valori di carbonio organico sono generalmente bassi, se si considera che l’asporto della biomassa vegetale è ben minore che in campo agricolo.
Per ciò che riguarda la granulometria delle particelle, si osserva che i suoli di Torino sono generalmente sabbiosi, con un basso contenuto di argilla.
In generale, tuttavia, si deve notare come l’intervento dell’uomo renda le caratteristiche dei suoli urbani molto variabili, come osservato in altre città di analoghe dimensioni.
Altrettanto variabili sono i contenuti in metalli pesanti (tabella 2).

 

 
Cr
mg/kg
Cu
mg/kg
Ni
mg/kg
Pb
mg/kg
Zn
mg/kg
Media
191
90
209
149
183
Mediana
157
76
175
117
149
Max
870
283
790
870
545
Min
67
34
103
31
78
Std dev
132.4
47.9
117.9
120.6
97.3

Tabella 2.
Parametri della distribuzione di alcuni metalli pesanti nei suoli (0-10 cm) della città di Torino

 

Se confrontati con le leggi vigenti (DM 471/99) molte delle concentrazioni sono al di sopra dei limiti di legge. Il Pb e lo Zn, che derivano più che altro dal traffico veicolare, sono in media al di sopra dei limiti legislativi, in linea con gli enormi flussi di traffico di una città come Torino. In particolare, la zona centrale della città presenta concentrazioni elevate di Pb (fino a 800 mg/kg) verosimilmente in conseguenza alla lunga esposizione di questi suoli a intensità di traffico elevate. Il Cu, che ha varie origini industriali, non sembra invece destare particolari preoccupazioni. Va precisato che il contenuto totale (pseudo-totale) non sempre riflette la reale pericolosità ambientale di un elemento che potrebbe trovarsi – è questo il caso del piombo – in forme chimiche non immediatamente bio-disponibili.
Diversa la situazione di Cr e Ni che sono presenti nei suoli piemontesi di pianura in quantità elevate a causa della matrice litologica che, per la presenza di rocce ultramafiche, può aumentarne la concentrazione nei depositi alluvionali. I suoli di Torino non fanno eccezione benché si debba considerare che vi sia un certo apporto antropico.
Nei suoli di Torino i metalli pesanti risultano concentrarsi nelle frazioni a granulometria fine. Infatti più del 50% del contenuto pseudototale di Pb, Zn, Cu, Ni e Cr si trovano nella frazione <10 µm. Nichel e Cr sono peraltro abbondanti anche nella frazione più grossolana in ragione del contributo litogenico del substrato.
La contaminazione da metalli pesanti è evidente in tutte le città studiate (Tabella 3). In generale Glasgow è risultata essere la più inquinata e Aveiro la meno inquinata da metalli.


0-10 cm
Pb
Zn
Cu
Ni
Cr
mg/kg
Glasgow
202
220
67
38
50
Uppsala
26
132
28
27
41
Aveiro
202
220
67
38
50
Ljubljana
87
148
39
26
34
Sevilla
122
105
55
28
34

Tabella 3. Concentrazioni di metalli pesanti nei suoli delle città studiate

 

Idrocarburi

Tra le città studiate nel progetto, Glasgow è risultata la più contaminata per gli Idrocarburi Policlici Aromatici (IPA). Tutti i campioni analizzati in questa città ricadono infatti nella categoria molto contaminati (Maliszewska-Kordybach). La città di Uppsala è risultata essere la meno contaminata sotto questo aspetto. Torino presenta più di metà dei campioni analizzati nelle classi contaminato e molto contaminato. In particolare sono il fenantrene (22-2673 µg/kg), il fluorantene (13-3562 µg/kg) ed il pirene (10-3459 µg/kg) ad essere i più rappresentati, giungendo a costituire più del 40% del totale.


Figura 1 - distribuzione del Pb lungo un teorico transetto con origine il centro di Torino
La linea rossa rappresenta il limite esterno dell’area urbana.

 

Figura 2 - Riporto di suolo in un aiuola artificiale

 
 
 
 

    n. 1-3 anno 2006