Esperienze di zonazione viticola in Friuli Venezia Giulia

 
Giuseppe Michelutti, Stefano Barbieri, Davide Bianco
ERSA, Agenzia regionale per lo sviluppo rurale - Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Ufficio del Suolo - Via Sabbatini 5, 33050 Pozzuolo del Friuli
tel 0432/529205 - fax 0432/529202 - Email: ss.ufficiosuolo@ersa.fvg.it
 
 

L’ERSA ha in corso di realizzazione un programma di studi relativi alla zonazione viticola dei comprensori a Denominazione di Origine Controllata regionali.
Gli obiettivi sono la caratterizzazione pedoclimatica e viticola dei territori e la loro zonazione in unità vocazionali corredate da consigli per l’impianto e la gestione dei vigneti.
Studi sono stati realizzati per le zone a D.O.C. “Isonzo del Friuli”, “Friuli Grave”, “Collio” ed è in corso quello per la D.O.C. “Friuli Aquileia”.
L’esperienza maturata in questi studi consente di esprimere alcune considerazioni sui fattori che influiscono maggiormente sull’affidabilità dei risultati.

L’approccio ed il percorso scelti dai ricercatori per i progetti di zonazione viticola si sono evoluti nel tempo. Hanno risentito, inoltre, sia dell’estrazione professionale dei componenti del gruppo di lavoro che hanno privilegiato più di altre alcune componenti da analizzare, sia delle peculiarità pedoclimatiche degli ambienti studiati.
Gli studi di zonazione di ampi territori, analizzati a piccola scala, hanno in genere riservato grande attenzione agli aspetti climatici; mentre negli studi di grande dettaglio hanno assunto nell’analisi sempre maggiore rilievo anche le condizioni geopedologiche, capaci di imprimere ai vini caratteristiche peculiari.

Fig. 1 - Zone a D.O.C. in Friuli Venezia Giulia
(clic per ingrandire)


Pertanto negli studi di zonazione molta attenzione viene posta alla caratterizzazione pedoclimatica del territorio, finalizzata alla valutazione della risposta della vite (analizzata nella sua complessità varietale) sia alle diverse qualità dei suoli, sia alle componenti climatiche che possono contraddistinguere un determinato ambiente. Per analizzare le relazioni esistenti tra “vitigno” ed “ambiente” occorre in primo luogo definire e delimitare delle zone omogenee in termini pedoclimatici ed in queste individuare dei vigneti sperimentali necessari per svolgere le indagini viticole ed enologiche. Attraverso le informazioni raccolte in questi vigneti (fenologia, curva di maturazione, parametri vegeto-produttivi) e sulle loro uve e vini, tramite analisi chimica ed organolettica, è possibile effettuare eventuali aggregazioni delle aree pedoclimatiche in zone omogenee per la risposta viticola ed enologica comunemente definite unità vocazionali.

Considerato che di norma è limitato sia il numero di vitigni testati, sia il numero di anni in cui i dati viticoli ed enologici vengono raccolti, occorre che nelle indicazioni e nelle proposte, che costituiscono sintesi e conclusione di uno studio di zonazione, vengano considerate, oltre alle risultanze scientifiche, anche le indicazioni fornite da professionisti e viticoltori che operano sul territorio e quindi ben conoscono la zona in esame.

I risultati di uno studio di zonazione viticola costituiscono a livello aziendale uno strumento da utilizzare nelle scelte legate alla fase di costituzione del vigneto ed in quelle gestionali successive; a livello territoriale, invece, rappresentano per chi svolge un ruolo di assistenza tecnica un efficace mezzo per comprendere le caratteristiche e le peculiarità di un territorio.

Il programma di studi di zonazione viticola dell’ERSA ha al momento interessato quattro delle nove zone a D.O.C. che ricadono nel territorio regionale (fig. 1). Esso ha preso avvio con la zona a D.O.C. “Isonzo del Friuli” i cui risultati sono stati pubblicati nel 1993; successivamente l’interesse è stato rivolto alla zona a D.O.C. “Friuli Grave”, pubblicata nel 1998 per la zona ricadente in provincia di Pordenone e nel 2005 per quella in provincia di Udine. Al momento è in corso di stampa il volume e la relativa cartografia della zona a D.O.C. “Collio” ed è in elaborazione lo studio di zonazione del comprensorio a D.O.C. “Friuli Aquileia”.

 

Tab. 1 - Caratteristiche delle zone a D.O.C. oggetto di studio e tipo di indagine svolta

Zone a DOC

Superficie totale
(ha)

Superficie vitata
(ha)

Periodo d'indagine

Anno pubblicazione

Indagine suoli

Fenologia
curva maturazione
produzioni

Microvinificazioni

ISONZO DEL FRIULI

18266

632

1993-1996

1996

SI

SI

NO

FRIULI GRAVE
Pordenone

107772

5025

1995-1998

1998

SI

SI

NO

FRIULI GRAVE
Udine

116860

1675

2001-2004

2005

SI

SI

NO

COLLIO

6998

1405

2000-2004

2006

SI

SI

SI

FRIULI AQUILEIA

22612

763

2004-2007

?

SI

SI

SI

 

 In tutte queste zone è stata effettuata l’indagine pedologica con l’individuazione e la descrizione delle tipologie di suolo e della loro distribuzione spaziale, corredata dalla caratterizzazione climatica. Nei vigneti sperimentali sono stati acquisiti nel corso di un triennio i dati relativi alle fasi fenologiche, alla curva di maturazione ed ai parametri produttivi alla vendemmia. Nelle zone a D.O.C. “Collio” e “Friuli Aquileia” sono state effettuate anche le microvinificazioni per completare il set di dati con quelli analitici ed organolettici dei vini; per questi ultimi ci si è valsi di un panel di degustazione (tab. 1).

Nelle unità viticole individuate in ogni zona a D.O.C. sono stati proposti, di volta in volta, dei consigli utili per la costituzione del vigneto (varietà, portinnesto, densità d’impianto, forma di allevamento, ecc.) ma anche per la più idonea gestione del suolo e del vigneto stesso.

Le zone oggetto di studio riguardano sia territori di pianura sia di collina come si può evincere dalla tabella 2, in cui sono riportati gli ambienti principali, la classificazione WRB dei suoli dominanti ed il numero di tipologie di suolo e di unità vocazionali riconosciute e descritte.

L’ultima pubblicazione in questo campo riguarda, come detto, la zona a D.O.C. “Friuli Grave – provincia di Udine. La zonazione viticola si è articolata in più fasi coinvolgendo tecnici ed esperti di varie discipline che hanno portato il loro specifico contributo; gli aspetti a cui è stata data maggiore rilevanza sono quelli pedoclimatici e quelli di natura viticola. Per la caratterizzazione del rapporto vitigno-ambiente, elemento centrale nella zonazione viticola, si è partiti dall’indagine pedologica che, utilizzando anche le informazioni ambientali di base, ha consentito di individuare 16 tipologie di suolo principali ed ha portato alla proposta di suddivisione del territorio in unità cartografiche. Sono stati selezionati, quindi, 32 vigneti sperimentali rappresentativi dei principali ambienti e dei 5 vitigni (Pinot grigio, Tocai friulano, Merlot, Cabernet sauvignon, Refosco dal peduncolo rosso), scelti per grado di precocità, diffusione ed attuale interesse strategico. Successivamente si è proceduto alla loro caratterizzazione dal punto di vista pedologico, mediante l’esecuzione di trivellate e profili, e viticolo, attraverso l’acquisizione, nel triennio 2001-2003, di informazioni relative a fasi fenologiche, curva di maturazione, parametri produttivi alla vendemmia ed alla potatura.

 

Tab. 2 - Ambienti e suoli delle zone D.O.C. oggetto di studio

Zone a DOC

Ambiti

Suoli principali

N. tipi
suolo

N. unità vocazionali

ISONZO DEL FRIULI


Alta pianura tardopleistocenica
Pianura olocenica


Chromi-Endoskeletic Cambisols
Calcari-Fluvic Cambisols
Episkeleti-calcaric Regosols
Eutri-Endogleyic Cambisols
 

15

10

FRIULI GRAVE

Pordenone


Alta pianura tardopleistocenica
Bassa pianura tardopleistocenica
Pianura olocenica


Endoskeleti-Calcaric Cambisols
Gleyic Calcisols
Episkeleti-Calcaric Regosols
Calcari-Fluvic Cambisols
 

12

9

FRIULI GRAVE

Udine


Rilievi morenici
Alta pianura tardopleistocenica
Bassa pianura tardopleistocenica
Pianura olocenica


Cutani-Chromic Luvisols
Chomi-Endoskeletic Cambisols
Gleyic Calcisols
Episkeleti-Calcaric Regosols
Cutani-Profondic Luvisols
 

16

15

COLLIO


Colline a Flysch


Calcari-Endoleptic Cambisols
Calcari-Aric Regosols
Eutric Cambisols

13

13

FRIULI AQUILEIA


Bassa pianura tardopleistocenica
Pianura costiera
Pianura olocenica


Gleyic Calcisols
Gleyi-Fluvic Cambisols
Calcari-Aridic Arenosols
Calcari-Fluvic Cambisols
Cutani-Profondic Luvisols
 

?

?

 

Le conoscenze acquisite nel corso dello studio condotto nel triennio hanno portato alla realizzazione di un volume, corredato dalla Carta della zonazione viticola. L’informazione al suo interno è organizzata secondo le unità viticole che costituiscono l’elemento di base della zonazione. Esse rappresentano porzioni del territorio caratterizzate da una peculiare e sufficientemente omogenea combinazione dei fattori pedoclimatici che portano ad univoche risposte viticole.

Per ognuna delle 16 unità viticole individuate, viene riportata una descrizione dei principali caratteri ambientali, quali la morfometria, i materiali parentali, l’uso prevalente del suolo. Viene descritta approfonditamente la tipologia di suolo principale, con particolare riguardo alle caratteristiche chimico-fisiche del topsoil, alle eventuali limitazioni all’approfondimento radicale ed alle qualità idrologiche del suolo. La descrizione del profilo di suolo rappresentativo, corredata di foto ed analisi chimico-fisiche, fornisce ulteriori informazioni utili alla caratterizzazione dell’unità. La valutazione climatica è supportata da una serie di cartografie inerenti le condizioni termopluviometriche e gli indici bioclimatici di Huglin e Winkler riferiti sia all’anno medio, sia a quelli con condizioni estreme a diverso grado di probabilità.

L’interpretazione dei fattori pedoclimatici e delle qualità emergenti in ogni unità vocazionale trova la sua sintesi nella sezione dedicata ai consigli viticoli, volta a fornire indicazioni utili sia per le scelte d’impianto, sia per l’individuazione delle pratiche agronomiche più adatte nella gestione del suolo e del vigneto. Infine vengono forniti suggerimenti circa gli obiettivi enologici più idonei.

Il valore di uno studio di zonazione viticola dipende dall’affidabilità dei risultati, essa è minata sia dalla complessità dello studio sia da alcune criticità.

L’affidabilità dello studio è legata quantomeno ai seguenti aspetti:

  •    livello di dettaglio del rilevamento pedologico;
  •    influenza della scelta dei vigneti guida;
  •    influenza dell’annata;
  •    influenza del momento di vendemmia;
  •    vincoli e problematiche delle microvinificazioni.


Fig. 2 - Carta della vocazione viticola della zona a D.O.C. "Friuli Grave" - Provincia di Udine
(clic per ingandire)

 

Livello di dettaglio del rilevamento pedologico
Il genere per uno studio di zonazione viticola occorre effettuare un rilevamento pedologico ad una scala di buon dettaglio (es. 1:25.000); in territori caratterizzati da forti e distinte differenziazioni geomorfologiche il rilevamento può essere meno intenso. Nel contesto regionale si è notato che le scale 1:25.000 e 1:50.000 si sono ben prestate per la definizione delle tipologie di suolo e la loro distribuzione spaziale; solo nell’ambito dei territori collinari caratterizzati da materiali flyscoidi non è stato possibile distinguere in alcune aree, con sufficiente precisione alla scala 1:25.000, la prevalenza delle marne o delle arenarie, materiali che fortemente condizionano la qualità delle produzioni.

Influenza della scelta dei vigneti sperimentali
Punto chiave per valutare l’interazione vitigno-ambiente è la scelta dei vigneti sperimentali. È evidente che, definiti gli ambienti che si vogliono valutare, sarebbe auspicabile effettuare l’impianto dei vigneti sperimentali in modo da ottenere dati pienamente confrontabili; ciò comporta costi rilevanti e la necessità di attendere almeno 4-5 anni per disporre di piante sufficientemente mature. Pertanto in genere si utilizzano dei vigneti esistenti scelti in maniera che siano il più possibile omogenei per età, densità, forma d’allevamento. È proprio nella possibilità di trovare buone condizioni di omogeneità che si gioca gran parte della bontà della valutazione. Nell’attività di zonazione regionale l’aspetto che ha posto più problemi è stata la forma di allevamento che in pianura sta passando in questi anni dal sylvoz al guyot con relativa crescita degli investimenti di ceppi per ettaro; questo cambiamento nelle scelte d’impianto porta ad un contenimento delle produzioni a favore della qualità delle uve e pertanto limita fortemente la possibilità di confronto ed elaborazione dei dati.

Influenza dell’annata
Il lavoro di raccolta delle informazioni nei vigneti sperimentali si svolge in genere in tre anni. In questo periodo le condizioni climatiche possono essere sufficientemente in linea con l’andamento pluriennale, ma può succedere che in un triennio il clima possa essere particolarmente secco o umido o caldo….. Ne consegue che la valutazione è parziale e non pienamente rappresentativa. In questi casi sarebbe necessario estendere il periodo d’indagine con conseguenze negative sui costi e sui tempi. Se la sperimentazione viene attuata su un numero di anni dispari risente anche dell’alternanza, fenomeno per cui ad un anno di carica segue un anno di raccolto scarso.

Influenza del momento di vendemmia
Rilevante importanza riveste il momento in cui viene effettuata la vendemmia dei vigneti sperimentali. Considerato che la sperimentazione viene normalmente effettuata nei vigneti commerciali delle aziende viticole, occorre che sussista una forte collaborazione da parte dei responsabili aziendali. Il momento di raccolta è fortemente condizionato, a livello aziendale, dalle previsioni meteorologiche; spesso in occasione di previsioni di ondate di mal tempo vengono effettuate vendemmie di uve non completamente mature privilegiando la sanità delle stesse. Inoltre all’interno di un territorio la variabilità climatica condiziona il momento della vendemmia ed in certe annate può favorire le zone con maturazione più precoce o quelle più tardive. Ciò comporta una difficoltà ulteriore nella valutazione dell’interazione dell’ambiente col vitigno. Anche se si tratta di un problema strettamente logistico, inoltre, non va sottovalutato che la tempestività della vendemmia dipende dalla capacità di raccolta dei rilevatori conformemente alle condizioni meteo che determinano i giorni utili per la raccolta.

Vincoli e problematiche delle microvinificazioni
Le microvinificazioni vengono effettuate seguendo un protocollo specifico per ogni varietà; ciò comporta che, contrariamente a quanto si fa per la produzione commerciale, non è possibile effettuare delle specifiche correzioni per migliorare la qualità dei vini; ne consegue che difetti facilmente correggibili possono penalizzare oltre misura un campione. Un altro problema delle microvinificazioni sta nella difficoltà di mantenere in purezza il campione: possibilità di inquinamento, dovuto ad altri campioni, sono rilevanti al momento dell’ammostamento ma si verificano anche nelle fasi successive (filtraggio, controllo del processo di vinificazione, ecc.). L’entità dell’inquinamento è molto condizionata dalla strumentazione disponibile e dalla cura riposta dall’operatore.

 
 
 
 

    n. 1-3 anno 2006