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Che lavoro fai? A che cosa serve? Quante volte
ci sentiamo rivolgere queste domande e, se abbiamo
fretta, rispondiamo "agronoma o geologa,
o forestale", già sapendo che la risposta
corretta implicherebbe una serie di precisazioni
e richiami a concetti in gran parte sconosciuti.
Ma la risposta ci lascia insoddisfatte, perché
ci piacerebbe dire "pedologa" o almeno
"studiosa del suolo" e ricevere un segnale
di immediata comprensione come in genere avviene
se si nominano altre professioni. Cosa sia il
suolo, come si studi e si descriva, che importanza
abbia la sua conoscenza resta ancora oggi patrimonio
di una cerchia ristretta di esperti, verrebbe
da dire di iniziati, che in taluni giorni dell'anno,
armati di vanga o trivella, di coltello, di carte
e foto aeree, vanno in giro per i monti o la pianura
studiando il paesaggio e scavando buchi nella
terra.
Sono ormai decenni che la pedologia viene studiata
e applicata in Emilia-Romagna, ma se ne deve prendere
atto, la conoscenza dell'esistenza dello studio
del suolo è ancora limitata, probabilmente,
anzi sicuramente, per la scarsa attività
di divulgazione in materia.
E allora perché non realizzare un documentario
che avvicini all'argomento? Soprattutto la passione
per questo lavoro e la voglia di condividere in
maniera diffusa le conoscenze acquisite, sono
state alla base dell'idea di produrre un filmato
divulgativo (vedi scheda allegata) che parlasse
del suolo e del lavoro del pedologo. All'inizio
con forti riserve, "siamo pedologi non esperti
di divulgazione", poi trascinati anche dal
regista e sceneggiatore che ha creduto con entusiasmo
al progetto, il video ha preso forma. Si è
subito pensato ai ragazzi delle scuole medie superiori,
un interlocutore che imponeva un linguaggio semplice,
ma non banale, corretto scientificamente, ma non
noioso.
Nel procedere dei lavori è stata determinante
la collaborazione con Sandra Degiuli, la regista,
e Marco Mensa, direttore della fotografia, entrambi
con provata esperienza nel campo della realizzazione
di documentari a carattere naturalistico-geografico,
che hanno affiancato in maniera critica gli esperti
in pedologia anche nella stesura dei testi, orientando
il linguaggio verso l'uso di termini di uso comune
e di facile comprensione. Era la prima volta che
la regista, sentiva parlare di suolo e ciò
ha fatto sì che niente potesse essere dato
per scontato; per cui anche nella fase di ripresa
delle immagini si è lavorato molto nella
scelta di cosa far vedere e come mostrarlo. I
profili di suolo, ad esempio, sono stati scelti
in modo che le evidenze dei caratteri fossero
immediate e ben visibili. E' stato quindi necessario
modificare i percorsi espositivi, precisarli,
arricchendoli di riferimenti condivisi. Abbiamo
capito di essere a buon punto, nel corso della
produzione, quando nel gruppo di lavoro anche
i non pedologi hanno cominciato a ragionare di
"terre" e "luoghi" e a suggerire
soluzioni efficaci per la comprensione dei non
facili concetti attinenti la genesi, il rilevamento
e la cartografia dei suoli.
La conoscenza dei suoli e dei paesaggi del nostro
territorio, il rapporto consolidato con tecnici
del settore agricolo, sommati alla passione per
la professione di pedologo hanno agevolato la
realizzazione del filmato e fatto sì che
la semplificazione inevitabile facesse emergere
pochi, ma speriamo chiari, esempi di suoli che
vogliono anche dire paesaggi, usi del territorio
e storia degli interventi umani della nostra regione.
Ora il filmato è stato realizzato ed una
prima occasione di valutazione è stata
l'ammissione alla sezione "Panorama"
del Film Festival CINEMAMBIENTE 2004 di Torino.
Ma attualmente l'aspetto che ci sembra più
rilevante è l'opportunità che esso
fornisce per prendere contatti concreti con i
referenti regionali dei Centri di Educazione Ambientale
(CEA) e delle iniziative di Informazione Formazione
ed Educazione Ambientale (INFEA) che hanno come
interlocutore privilegiato il mondo della scuola
, ma prevedono anche azioni di informazione e
formazione rivolte ad adulti. Il documentario
potrà essere quindi utilizzato quale primo
approccio di conoscenza dello studio del suolo,
ma, se ne avremo la forza e la convinzione potrà,
con la collaborazione di insegnanti (corsi di
aggiornamento), educatori ambientali (CEA), tecnici
dei parchi regionali, divenire il primo momento
di informazione a cui far seguire altre iniziative/progetti
(poster, laboratori, percorsi didattici,...) per
la conoscenza e la comprensione del ruolo che
il suolo svolge nell'ambiente.
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I colori della
terra
Colors of the earth
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| Video colore,
25 minuti |
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| Lingua |
Italiano e
Inglese |
| Responsabile
di progetto |
Marina Guermandi
(Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli Regione
Emilia-Romagna) |
| Progetto e
coordinamento tecnico scientifico |
Carla Scotti
(I.TER Bologna) |
| Regia |
Sandra Degiuli
(Ethnos - Bologna) |
| Fotografia |
Marco Mensa
(Ethnos - Bologna) |
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In natura esistono tanti tipi di
rocce, di piante, di animali e anche
di suoli: diversi per origine, colore,
profondità, fertilità,
e che variano da luogo a luogo. Il
suolo occupa la parte superiore della
superficie terrestre, permette la
vita dei vegetali, degli animali e
dell'uomo: è quindi uno dei
beni più preziosi dell'umanità.
Questo documentario è un invito
a conoscere lo studio del suolo -
la pedologia - evidenziandone i metodi
di lavoro ed illustrando alcuni paesaggi
caratteristici. Con un linguaggio
semplice e diretto, teso a sensibilizzare
in special modo i giovani, ci spiega
l'importanza del suolo come risorsa
da conoscere, tutelare e rispettare.
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Sono disponibili copie
gratuite:
Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli,
Regione Emilia-Romagna
Viale Silvani 4/3
40122 Bologna
tel 051/284792 fax 051/284208
mguermandi@regione.emilia-romagna.it
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