Suoli e cartografia applicativa
 
Andrea Giapponesi 1 Marina Guermandi 2 Giampaolo Sarno 1 Carla Scotti 3

1 - Servizio Sviluppo Sistema Agro-alimentare - Regione Emilia-Romagna)
2 - Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli - Regione Emilia-Romagna
3 - I.TER p.s.c.a r.l

 
 

LE CARTE DEI SUOLI
La Regione Emilia Romagna, in particolare il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli e il Servizio Sviluppo Sistema Agro-alimentare, con la collaborazione di I.TER, è impegnata in progetti di cartografia dei suoli e nella loro applicazione alla pianificazione e gestione agro-ambientale del territorio.
Lo stato delle conoscenze è rappresentato dalle cartografie in scala 1:50.000, per il territorio di pianura, e 1: 250.000, per tutto il territorio regionale, affiancate dai rispettivi Cataloghi dei suoli regionali (www.regione.emilia-romagna.it/cartpedo; www.ermesagricoltura.it cercando la sezione_suoli).
All'indirizzo www.suolo.it è inoltre possibile accedere al servizio INFOSUOLO che permette di contattare pedologi esperti, a cui richiedere precisazioni e chiarimenti sui suoli regionali, e di consultare, oltre una raccolta bibliografica, i bollettini provinciali di assistenza alle aziende agricole che hanno trattato informazioni sui suoli.


LA REALIZZAZIONE DI CARTOGRAFIE APPLICATIVE

La definizione di carte applicative fruibili non può prescindere dal confronto e dall'interscambio di informazioni tra tecnici del suolo e utilizzatori. Quindi nel processo di realizzazione vengono sistematicamente coinvolti, oltre ai pedologi, gli interlocutori esperti nelle materie specifiche, tra i quali i tecnici regionali competenti nei settori in questione. Si prevede, quindi, la divulgazione e l'applicazione delle carte dei suoli adottando il metodo delle approssimazioni successive per fornire esempi di utilizzazione dei dati pedologici (carte prototipali) che vengono sottoposti alla validazione dei potenziali fruitori.
La realizzazione delle carte applicative, infatti, si realizza secondo le seguenti fasi di lavoro (figura 1):

1) Definizione del gruppo interdisciplinare
Un importante riferimento è il gruppo interdisciplinare, formalizzato durante l'elaborazione dei Cataloghi regionali dei suoli, composto da esperti pedologi, agronomi e forestali della Regione Emilia-Romagna, dell'Università di Bologna, dei Consorzi di Bonifica, dei Servizi Provinciali Agricoltura, di I.TER, CRPV, CRPA e dai Tecnici esperti in assistenza tecnica alle aziende agrarie.
Obiettivi del gruppo di lavoro sono la definizione degli schemi di valutazione "trasparenti" e condivisi da cui avranno origine le carte applicative e la validazione di queste.

2) Produzione di schemi di valutazione
I parametri principali che caratterizzano i diversi tipi di suolo, specificati nelle descrizioni dei cataloghi regionali dei suoli, rappresentano la base per definire schemi atti a valutare "l'adattabilità" delle principali colture agrarie e forestali alle condizioni pedologiche dell'Emilia-Romagna
Gli schemi di valutazione prendono in esame i caratteri del suolo, funzionali al tema prescelto per la carta applicativa, in grado di condizionare direttamente la crescita delle piante. La definizione di tali schemi, a cura del gruppo interdisciplinare, fa generalmente riferimento alle esperienze sperimentali maturate in ambito regionale, alle realtà applicative verificate dagli esperti locali e ad eventuali indicazioni desunte da bibliografia sia italiana che straniera (figura 2).

3) Produzione del prototipo di carta applicativa
Tramite gli schemi di valutazione è possibile realizzare un prototipo di carta derivata, utilizzando le informazioni di base delle carte pedologiche in scala 1:250.000 o 1:50.000 a seconda dell'ambito di applicazione della carta stessa.

4) Validazione della carta applicativa
Fase conclusiva del lavoro del gruppo interdisciplinare è la validazione della carta applicativa e di conseguenza la piena condivisione degli schemi di valutazione che l'originano.
La validazione consiste principalmente in riunioni di confronto e interscambio delle informazioni e sopralluoghi in campo focalizzati sui punti critici degli schemi interpretativi adottati. Le attività di campo, importanti momenti di verifica e controllo, generalmente prevedono la visita ad impianti, ubicati in situazioni pedologiche rappresentative, caratterizzati dalla specie agraria o forestale prescelta per la carta applicativa.


COSA SI OTTIENE DALLE CARTE APPLICATIVE

A seconda del tematismo della carta applicativa il risultato fondamentale è l'individuazione, per aree territoriali, delle risposte potenziali di crescita e produttività delle singole colture agrarie o delle specie forestali; ciò permette ai vari livelli di pianificazione e gestione di:

  • conoscere i caratteri dei suoli che maggiormente influenzano la crescita della coltura di riferimento (es. eventuali problemi di ristagno, profondità di radicazione);
  • individuare aree di intervento preferenziali per la pianificazione;
  • gestire a livello di grandi consorzi di produttori scelte di intervento (es programmazione degli indirizzi produttivi in funzione delle caratteristiche territoriali);
  • realizzare nuovi impianti in condizioni pedologiche ottimali e con l'utilizzo di portinnesti o specie forestali idonee.

La necessità di coinvolgere specialisti di diverse discipline è giustificata dalle opportunità di:

  • condivisione di esperienze e conoscenze tra pedologi, agronomi, forestali, agricoltori, esperti di varia estrazione;
  • condivisione di schemi di valutazione che correlino adeguatamente i caratteri del suolo alla risposta produttiva (sia in termini qualitativi che quantitativi);
  • collaudo del prodotto finale cioè della carta applicativa.

Va infine precisato che l'obiettivo principale delle carte applicative è quello di fornire uno strumento di scelta ai vari livelli, dalla pianificazione alla gestione imprenditoriale delle aziende agricole; si tratta quindi di un ausilio per razionalizzare tali scelte a carattere tecnico e prescinde da limiti o vincoli di altra natura.


CARTE APPLICATIVE IN CORSO DI REALIZZAZIONE

Tra le esperienze realizzate è disponibile il prototipo di mappa, derivata dalla carta dei suoli regionali in scala 1:250.000, che evidenzia le aree meno adatte per la crescita di noce, ciliegio e frassino maggiore da legno (Bacini dei torrenti Samoggia, Lavino e del fiume Panaro, province di Modena e Bologna). La prima bozza della carta ha utilizzato gli schemi di valutazione presenti nei cataloghi regionali dei suoli. Il confronto tra i partecipanti al gruppo di lavoro ha messo in evidenza la necessità di alcune modifiche in tali schemi che hanno comportato la realizzazione di un prototipo di 2° livello, che si approssima maggiormente alla realtà produttiva degli impianti esistenti. Tale Carta ha potuto avvalersi anche dell'esperienza del progetto "Caratterizzazione pedologica di 10 impianti del Consorzio di Bonifica Reno Palata" 1 in cui il lavoro era consistito nel correlare le informazioni pedologiche con circa 3 anni di misure dendrometriche. Un ulteriore contributo al consolidamento della carta e dello schema di valutazione è derivato da un secondo progetto "L'arboricoltura da legno con latifoglie di pregio in Emilia-Romagna" 2 in cui sono stati analizzati 30 impianti mediante caratterizzazione pedologica con trivellate ed apposite misure dendrometriche.

Utilizzando come base la carta dei suoli di pianura in scala 1:50.000, ma applicando gli stessi criteri generali, sono in corso di realizzazione altre cartografie che individuano le limitazioni pedologiche per la crescita dei più diffusi portinnesti di pero, pesco e vite. Anche tali carte sono nate dall'aggiornamento di appositi schemi di valutazione. Alcune di queste cartografie hanno già superato la prima validazione, grazie alla collaborazione degli esperti sperimentatori e dei tecnici che operano nel campo dell'assistenza alle aziende agricole nelle province interessate, e sono consultabili in INFOSUOLO nella sezione "Bollettini con informazioni sul suolo" (www.suolo.it).


 

Note

  1. "Caratterizzazione pedologica di 10 impianti del Consorzio di Bonifica Reno Palata" finanziato con L.R..50/92 piano stralcio 1997 _ I.TER p.s.c.a r.l., Bologna ; Consorzio di Bonifica Reno Palata, Bologna
  2. "L'arboricoltura da legno con latifoglie di pregio in Emilia-Romagna: analisi di aspetti produttivi. , economici, ambientali e vivaistici con riferimento agli impianti attuati ai sensi dei regolamenti comunitari" finanziato con L.R. 28/98 piano stralcio 2000: Dipartimento di Colture Arboree, Università di Bologna; Dipartimento AGROSELVITER, Università di Torino; I.TER p.s.c.a r.l., Bologna
 
 
 
 

    n. 1-3 anno 2004