Lo studio dei suoli applicato all’arboricoltura da legno.
Esperienze in Piemonte
 
Mauro Piazzi
 
 
L'attività pedologica collegata all'arboricoltura da legno è cominciata sistematicamente in Piemonte con le esperienze legate alla diffusione del pino strobo, circa venticinque anni fa, ed ha ripreso vigore da circa un decennio con gli impianti legati al Reg. CE 2080/92. "Perché studiare i suoli in arboricoltura?" è la domanda che si sono posti i tecnici del Settore Suolo dell'IPLA (Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente - Ente strumentale in campo pedologico della Regione Piemonte). Le motivazioni principali sono state sintetizzate nei seguenti punti:
· definire i caratteri del suolo che condizionano la buona riuscita dell'impianto;
· individuare i fattori stazionali limitanti che necessitano di interventi agronomici;
· fornire strumenti per la pianificazione delle priorità di intervento;
· approfondire le conoscenze sulle esigenze ecologiche delle specie.

Tali motivazioni sono state poste alla base di tutte le attività finora sviluppate:
1. realizzazione di manuali per i progettisti
2. caratterizzazione pedologica dei popolamenti da seme
3. cartografia derivata da carte dei suoli
4. impianti sperimentali e dimostrativi
5. attività sulla pianificazione forestale


Per il primo di questi punti, i manuali per i progettisti, si è valutata l'utilità di una appropriata descrizione della stazione e del suolo che consentisse l'individuazione dei principali fattori stazionali limitanti e la conseguente scelta delle specie. Si è tentato di impostare una scheda di descrizione delle osservazioni sul suolo che contenesse gli elementi necessari e sufficienti a sottolineare le principali limitazioni derivanti dal suolo sulla buona riuscita dell'impianto. Il risultato di tale operazione è stata la crescita di attenzione nei confronti dei fattori pedologici da parte dei progettisti; ciò ha avuto un pratico riscontro anche nella loro partecipazione alla realizzazione dei successivi aggiornamenti.

 

Il secondo filone di attività ha riguardato la caratterizzazione pedologica dei popolamenti da seme, ovvero lo studio approfondito dei caratteri stazionali e del suolo di tutte le aree ritenute valide in ambito regionale per la raccolta di materiale di propagazione. La rete di tutti i popolamenti da seme individuati e inseriti nel "Registro regionale dei popolamenti da seme" è stata oggetto di rilevamento del suolo in modo da costituire un set di informazioni utilizzabili per il corretto impiego del materiale vivaistico prodotto. Il risultato è, in primo luogo, la schedatura di ciascun popolamento anche dal punto di vista pedologico e, più in generale, la possibilità di realizzare significative correlazioni tra i dati del suolo e della vegetazione.

 

Per alcuni popolamenti da seme, significativi per la loro rappresentatività ambientale, si è ritenuto opportuno approfondire gli aspetti legati alla geografia e variabilità dei suoli. E' un esempio il Parco regionale della Partecipanza di Trino Vercellese dove sono state studiate più in dettaglio le relazioni tra morfologia, vegetazione e suoli, con la redazione di una cartografia in grado di evidenziare le relazioni tra la variabilità spaziale del territorio e valutare le sue potenzialità ad usi specifici.Tale studio approfondito ha permesso di individuare tipologie di suoli sui quali costituire arboreti da seme. Ne è un esempio quello di ciavardello della collina di Torino su superfici pedologicamente molto affini a quelle dove il materiale di propagazione viene raccolto.

Il terzo punto riguarda la cartografia derivata da carte dei suoli, realizzata per fornire strumenti utili alla pianificazione degli interventi in materia di arboricoltura. Si sono prodotti numerosi esempi di carte derivate che hanno come base l'interpretazione di carte dei suoli, sia a scala di semidettaglio che di riconoscimento:
i) carta degli ambiti rurali planiziali e collinari prioritariamente destinabili all'arboricoltura da legno o al bosco a scala 1:250.000 e 1:50.000;
ii) carta di attitudine delle terre alla coltivazione di una specie (esempi sono il ciliegio da legno e il pioppo) a scala 1:50.000;
iii) carta di priorità per l'arboricoltura da legno a scala 1:50.000 con diversi scenari possibili: massima produzione quanti-qualitativa o mantenimento delle terre migliori per l'agricoltura intensiva.

 

Il quarto punto ha riguardato la caratterizzazione dei suoli di una rete di impianti sperimentali e dimostrativi di arboricoltura da legno realizzati in Piemonte. Per la componente pedologica si sono prodotte delle cartografie dei suoli aziendali, utilizzate per indirizzare la scelta delle specie, lo schema di impianto e le pratiche agronomiche utili alla preparazione del terreno.
Per ogni carta è stato redatto uno schema sintetico di attitudine dei suoli alla coltivazione delle principali specie utilizzate in arboricoltura da legno. Il risultato dell'iniziativa è stata una forte interazione tra pedologi ed arboricoltori, facilitata anche da attività di campagna congiunte, che ha portato alla predisposizione di progetti con le due componenti fortemente integrate.

 

Ultimo filone di attività, la pianificazione forestale regionale, ha visto la realizzazione di carte di unità di terre e profili pedologici a cura di professionisti che, grazie all'integrazione con le conoscenze pregresse, hanno potuto redigere un'interpretazione sulla potenzialità delle terre all'arboricoltura da legno per le aree di pianura e collina della regione.
Per concludere, di seguito si inserisce una sintesi delle attività attualmente in corso da parte del servizio pedologico dell'IPLA sul tema dell'arboricoltura da legno:

  • redazione del manuale per i progettisti finalizzato a raccogliere le esperienze di questi ultimi dieci anni di attività in Piemonte sull'integrazione dello studio del suolo nella realizzazione degli impianti;
  • studio dei suoli per nuovi impianti sperimentali;
  • monitoraggio degli attuali impianti sperimentali e dimostrativi per valutare l'impatto della coltivazione di alberi sulle caratteristiche e qualità del suolo;
  • cartografia derivata dalla carta dei suoli a scala 1:250.000: verrà prodotta una carta di orientamento per le attività di impianto di arboricoltura da legno con specie di pregio.
 
 
 
 

    n. 1-3 anno 2004