Il Fragipan, questo sconosciuto
 
Stefano Carnicelli
 
 

Il fragipan è riconosciuto come orizzonte diagnostico sia dalla Soil Taxonomy sia dal WRB (Fragic horizon, orizzonte fragico); si tratta di un orizzonte almeno parzialmente impedente, sia in termini di drenaggio che in termini di sviluppo radicale, per cui la sua osservazione è importante.
Tuttavia, la genesi del fragipan resta un argomento ampiamente dibattuto, con opinioni non convergenti; sia l’identificazione in campagna che la classificazione sono riconosciute come talvolta problematiche.
Vediamo l'identificazione dell'orizzonte. Per il WRB, l'identificazione è fortemente legata ai caratteri fisici del fragipan; una identificazione rigorosa richiederebbe specifici test fisici non semplici da effettuare. La grossa difficoltà resta quella di effettuare la prova di penetrazione a capacità di campo; un'affidabile ripetibilità della capacità di campo è cosa di cui un buon laboratorio di fisica del suolo andrebbe certamente orgoglioso.
La descrizione dei caratteri morfologici data dal WRB è precisa, forse troppo per caratteri considerati non decisivi; vediamola:
Un orizzonte fragico ha struttura prismatica e/o poliedrica. L’interno degli aggregati può avere porosità totale relativamente alta ma, come risultato del cortice esterno denso, non c'è continuità tra il sistema poroso intrapedale e quello interpedale. L'orizzonte fragico è privo di attività biologica, salvo che lungo le "screziature" (streaks) interpedali. Oltre il 90% del volume di questo sistema a "scatole chiuse" non e accessibile alle radici, né all'acqua di percolazione. Una stima di questo volume impervio può essere ottenuta solo combinando sezioni verticali ed orizzontali. I giunti tra gli aggregati possono avere il colore e le proprietà chimico-mineralogiche di un orizzonte albico, o soddisfare i requisiti dell'albeluvic tonguing (possono quindi essere definite come glosse, ndt). In presenza di una falda fluttuante, i giunti sono impoveriti di ferro e manganese (possono quindi anche avere il carattere di screziature, ndt). Poichè l'aria rimane all'interno degli aggregati, un contemporaneo arricchimento di ferro è osservato a livello delle facce dell'aggregato; l’accumulo di manganese può verificarsi più all'interno, formando quindi un pattern di colori stagnico.
Gli orizzonti fragici sono comunemente franchi, ma le tessiture franco sabbiose e argillose non sono escluse. In quest'ultimo caso, la mineralogia dell'argilla è caolinitica. (sia in Italia che nelle altre aree riportate dagli studi americani, le tessiture limose, purché con un certo contenuto di argilla, sono chiaramente le più diffuse, ndt)
Gli aggregati o frammenti asciutti sono da duri a estremamente duri; umidi sono da resistenti a estremamente resistenti; mentre la consistenza da umido può essere fragile (non plastica, ndt).
Nella Soil Taxonomy, i fragipan sono definiti in modo più flessibile e pragmatico. Si pone l'accento sui classici caratteri di durezza allo stato asciutto, comportamento fragile allo stato umido e collasso totale per immersione in acqua. Dal punto di vista dei caratteri morfologici, la ST richiama gli stessi caratteri già visti, e li considera necessari, nel senso che un fragipan deve mostrare caratteri pedogenetici (rivestimenti, struttura, screziature, zone impoverite di argilla), altrimenti siamo di fronte a un parent material consolidato. Tuttavia, è da notare come si ammetta che questi caratteri pedogenetici possano essere presenti anche soltanto nei giunti tra gli tra gli aggregati, quando riempiti (glosse). Inoltre, è ammessa la possibilità che un fragipan sia privo di struttura (poiché abbia qualche altro carattere pedogenetico).
Nel complesso, la definizione data dalla ST è piuttosto generica, anzi, "completamente inadeguata" secondo il suo stesso autore originario, Guy Smith. In pratica, alla fine, non si presentano caratteri esclusivi del fragipan, tali da richiamare immediatamente l'attenzione del rilevatore, ne si danno chiavi inoppugnabili.
Questa vaghezza comporta un rischio; rilevatori che fanno riferimento alla ST, che non hanno esperienza di fragipan, possono probabilmente non riconoscerne uno quando lo incontrano. Negli Stati Uniti, il problema non sembra grave; un rapido controllo delle serie più importanti di suoli a fragipan mostra che questi suoli insistono su aree ben definite e sono noti da lungo tempo; la maggior parte di queste serie risulta istituita prima che esistesse la Soil Taxonomy.
Il rischio di non identificare un fragipan in campagna è reale, e dipende da alcuni fattori.
I profili scavati appositamente per la descrizione non si presentano quasi mai negli stati di umidità critici per l'identificazione del fragipan
È molto difficile che l'orizzonte sia abbastanza secco da mostrare la durezza da asciutto tipica del fragipan; la mia esperienza personale mostra che questo avviene solo in profili rimasti aperti per un certo periodo
È altrettanto difficile che l'orizzonte si trovi vicino alla capacità di campo, stato a cui si dovrebbe verificare il comportamento fragile, poiché di solito si scavano i profili quando i suoli sono meno umidi
I "giunti", o glosse, possono facilmente essere interpretati, alla prima occhiata, come screziature, e descritti come tali
Come risultato, ho la netta sensazione che la presenza di fragipan, nei suoli evoluti dell'Italia centro-settentrionale, sia un po' sottovalutata.
Come si può orientare il rilevatore? I caratteri da osservare con attenzione sono la geometria delle screziature e la consistenza. Se le screziature sono distribuite in bande verticali ben spaziate, con un "cuore" grigio molto chiaro e una banda rosso-arancio (tipicamente 7.5YR con chroma e value elevati), al limite, potrebbe essere un fragipan. Nella parte alta, queste screziature potranno allargarsi a imbuto, e assumere l'aspetto di glosse in senso stretto; questo è normale, la formazione di glosse è un processo tipico nell’evoluzione del fragipan. La consistenza di un orizzonte "tipo fragipan" è comunque caratteristica, anche se non siamo proprio ai punti canonici. Durante lo scavo, e ancor più durante la pulizia, la consistenza fragile e l'assenza di plasticità dovrebbero essere comunque evidenti; se l'orizzonte non è fortemente asciutto, non ci si deve necessariamente aspettare che sia molto duro, mentre la struttura sarà spesso poco evidente. I fragipan, se non molto secchi, possono di solito essere puliti al coltello in modo da formare una faccia verticale liscia, evidenziando le "screziature".
In questi casi, come verificare ulteriormente? Dal punto di vista delle figure, sono da cercare gli impoverimenti e i rivestimenti di materiali grossolani. Nel caso di suoli poveri di sabbia, questo può richiedere una certa pazienza con la lente; il sottorizzonte migliore dove cercare è quello intermedio, dove le "glosse - screziature" sono relativamente sottili e a spessore costante. Nella parte alta il contrasto è minore, mentre nella parte bassa si troveranno facilmente invece rivestimenti di argilla, di colore grigio chiaro.
Per la consistenza, se non è possibile far asciugare il profilo, è possibile prelevare alcuni blocchi abbastanza grandi, da far seccare, per verificare la durezza da asciutto e il collasso in immersione. È da notare che il collasso in immersione potrebbe non essere ben espresso se si parte da campione non ben secco, quindi è inutile provare a immergere campioni sospetti umidi. Se un orizzonte ha screziature a bande verticali, con figure tessiturali di elementi grossolani (siltans, skeletans), e si presenta ben duro da asciutto, con collasso di frammenti asciutti di 5-10 cm all'immersione in acqua (basta il 50%) siamo molto probabilmente di fronte a un fragipan, ed è il momento di prendere in mano la classificazione e controllare tutti i dettagli.

Significati applicativi
È subito il caso di dire che il drenaggio di un fragipan non riconosciuto può essere sottovalutato. Nonostante l'aspetto impressionante delle screziature, le osservazioni e i dati disponibili, anche in Italia, tendono a indicare che per molti fragipan non si può parlare di regime aquico. Una indicazione contraria viene dalla risicoltura; molte risaie piemontesi, e le scarse ma pregevoli risaie toscane, sfruttano i fragipan come orizzonti che trattengono l'acqua. Chiaramente non tutti i fragipan sono uguali da questo punto di vista; comunque non è il caso di indicare sempre e comunque i suoli con fragipan come problematici per il drenaggio.
Dato che il flusso di acqua in un fragipan avviene in modo concentrato lungo i giunti tra gli aggregati, sarebbe invece forse da esaminare la possibilità, nei modelli di trasporto dei soluti, di trattare i fragipan come orizzonti “bypass”. Questo perché le interazioni tra soluzione circolante e massa del suolo sono ridotte. Quindi i soluti, compresi gli inquinanti, possono attraversare l'orizzonte, magari lentamente, ma con scarse opportunità per le interazioni chimico - fisiche e biologiche che normalmente presiedono alla immobilizzazione o degradazione degli inquinanti nel suolo. L’attività biologica, normalmente scarsa, e lo sviluppo radicale, chiaramente limitato, sono ulteriori cause di preoccupazione in questo senso.
La limitazione allo sviluppo dei sistemi radicali è chiara, ed è probabilmente il carattere più sfavorevole dal punto di vista agronomico; l'interno degli aggregati è probabilmente poco efficiente anche dal punto di vista idraulico, perché si ricarica di acqua con lentezza, dopo che questa è stata utilizzata. Una vulnerabilità ancora maggiore, anche se fortunatamente rara, è legata alla possibilità di erosione e quindi di affioramento del fragipan. Come orizzonte lavorato, il fragipan ha chiaramente caratteri molto sfavorevoli, fino alla impossibilità di coltivare. Poichè i fragipan sono orizzonti tipici di suoli di superfici pianeggianti, il problema si presenta raramente, ma deve essere valutato con attenzione, per esempio in aree dove superfici antiche, che possono avere suoli con fragipan, sono soggette ad erosione.


Orizzonte Btx

Notare il pattern di colori esattamente corrispondente a quello descritto nel WRB; glosse 5YR 7/1, con al bordo screziature reduttimorfe di arricchimento (OCF), 5YR 5/8, e rivestimenti di ferro-manganese verso l’interno degli aggregati (prismi medi).

 
 
 
 

    n. 1-3 anno 2003