L’escursione pedologica nel comprensorio DOC Cirò
 
Giovanni Aramini
 
 
L’escursione pedologica che si è svolta in occasione dell’assemblea annuale dell’AIP, tenutasi quest’anno a Cirò Marina (KR), ha avuto per oggetto il recente lavoro di zonazione viticola realizzato dal Servizio Agropedologia dell’ARSSA – Calabria.
Il lavoro, che interessa l’intero comprensorio vitivinicolo della DOC Cirò, circa 16.000 ha ricadenti nell’ambiente collinare e litorale ionico a Nord di Crotone, ha consentito il riconoscimento di otto sottozone omogenee per aspetti pedoambientali. In ciascuna sottozona è stata verificata, attraverso rilievi fenologici e microvinificazione di campioni di uva, la risposta adattativa del vitigno “Gaglioppo”, che costituisce la base del vino Cirò. Per le valutazioni quali-quantitative sono state considerate le due forme di allevamento prevalenti nel comprensorio: “alberello” e “cordone verticale”.
 
schema riepilogativo dei risultati acquisiti
 
sottozona paesaggio obiettivi enologici perseguibili unità pedologiche afferenti
Alberello Cordone Verticale
A
il Feudo
Superfici pianggianti delimitate da scarpate poste a quote comprese tra 7 e 10 m s.l.m. Substrato costituito da sedimenti erosi dalle colline Vini colore rubino intenso,elevato grado alcolico (14.5-15%), buona acidità. Si prestano bene all'invecchiamento durante il quale si affina l'eccessiva astringenza Vini colore rosso rubino chiaro, debole struttura ebassa persistenza gusto-olfattiva. Grado alcolico tendenzialmente più contenuto e vbassa acidità (5.55 g/l). 1-2-20
B
Le terre rosse
Terrazzi antichi poste a quote comprese tra 50 e 100 m s.l.m. con substrato grossolano di origine continentale. Vini colore rosso rubino, finemente aromatici, buona struttura e acidità. Retrogusto gradevolmente amarognolo. Vini ben identificabilie riconducibili alla zona.   13
C
Suoli alluvionali
Depositi alluvionali del torrente Lipuda, a granulomtria varia Vini colore rosso rubino molto chiaro, debole struttura e scarsa persistenza gusto-olfattiva, bassa acidità. Gradevoli per il 1° anno, oltre si assiste all'appiattimento visivo, olfattivo e gustativo.   7-8-9-10
D
Colline di Cirò esposte a sud
Rilievi collinari a substrato argilloso-marnoso del Miocene, con versanti moderatamente acclivi, esposti prevalentemente a sud. Vini colore rosso rubino chiaro, buona struttura, aroma intenso e persistente, elevato grado alcolico (14-15%), leggermente eccessivo il tannino, si prestano bene all'invecchiamento. Vini colore rosso rubino chiaro, leggermente aromatici, media persistenza gusto-olfattiva, grado alcolico tendenzialmente più contenuto. Vini gradevoli anche se non ben definiti. 16-21
E
Colline di Cirò esposte a nord
Rilievi collinari a substrato argilloso-marnoso del Miocene, con versanti moderatamente acclivi, esposti prevalentemente a nord. Vini colore rosso rubino carico, aroma ampio e ben definito, buona persistenza gusto-lfattiva. Un po' troppo tannici, si affinano con l'invecchiamento.   17-22
F
Difesa piana
Superfici pianeggianti poste a quote tra 7 e 8 m s.l.m., con substrato costituito da sedimenti grossolani.   Vini colore rosso rubino, profumati, discreta struttura, buona acidità (7.55 g/l), fondo gradevolmente amarognolo. 3-4
H
I fondovalle
Aree da subpianeggianti a pianeggianti, corrispondenti a impluvi minori, formatesi per dinamica colluvio-alluvionale.   Vini colore rosso rubino, aroma delicato, sapore leggermente amarognolo, discreta struttura, bassa acidità e media persistenza gusto-olfattiva. 11-12
I
Niballo
Zone di accumulo subpianeggianti poste a 250 m s.l.m. con substrato grossolano. Vini colore rosso rubino chiaro con evidenti riflessi aranciati, odore moderatamente intenso, sapore leggermente amarognolo, struttura discreta e media persistenza gusto olfattiva.   19
Nsv
non sottoposte a valutazione
      14-15-18-24
Na
non adatte
      5-6-23-25-26-27
 

Durante l’escursione, nonostante l’inclemenza meteorologica, sono stati esaminati i suoli dei terrazzi antichi (sottozona “Le Terre rosse”), quelli della sottozona “I rilievi collinari con prevalente esposizione a Sud” ed, infine, quelli dei terrazzi marini recenti (sottozona “Il Feudo”).
Nel primo caso si tratta di superfici pleistoceniche a substrato grossolano ed il suolo che ne deriva risulta caratterizzato da forte alterazione biochimica (Typic Fragixeralf per la Soil Taxonomy e Cutani Chromic Luvisol per il WRB). E’ stato sottolineato, durante la discussione, come il profilo analitico sensoriale del vino che deriva da questa sottozona, che si caratterizza per il colore rosso rubino, il bouquet delicato e armonico ed il retrogusto gradevolmente amarognolo, si discosta nettamente da quello dei vini delle altre sottozone del comprensorio.
Sui rilievi collinari esposti a Sud è stato visionato il profilo di un “Vertic Calcixerept” evoluto su argille marnose mioceniche. In questi pedoambienti che limitano il vigore delle piante consentendo un
regolare deposito degli zuccheri e polifenoli nelle bacche, si ottiene un vino di colore rosso rubino intenso con ampio e gradevole bouquet, di buona struttura e persistenza gusto olfattiva, con elevato grado alcolico e buona acidità fissa. Queste caratteristiche ne fanno un ottimo prodotto da invecchiamento.
Infine, nella sottozona “Il Feudo”, che riguarda una superficie pianeggiante delimitata da scarpata posta a circa 7 -8 m. slm, è stato oggetto di discussione il profilo di un vertisuolo (Chromic Hploxerert) evoluto su sedimenti erosi dalle colline retrostanti e ridistribuiti dal moto ondoso lungo la vecchia pianura costiera. E’ stato evidenziato come le similitudini granulometriche e mineralogiche tra i suoli di questa sottozona ed i suoli visti sulle retrostanti colline, determinino un profilo sensoriale del vino ad andamento confrontabile, pur trattandosi di ambienti a morfologia differente. Tuttavia questa sottozona può sostenere delle produzioni tendenzialmente più elevate.
Nel complesso è emerso che il comprensorio di produzione del vino DOC Cirò presenta grande variabilità pedoambientale. Si passa da tipologie pedologiche caratterizzate da tessitura fine e ricche di carbonato di calcio, a tipologie grossolane calciocarenti; da suoli poco profondi e limitanti a suoli freschi profondi e fertili. Tali differenze si riflettono in modo diretto sulle caratteristiche del prodotto enologico, consentendo di ipotizzare una seria politica di diversificazione delle produzioni, capace di valorizzare il rapporto vino-territorio.
Il lavoro ha consentito, inoltre, di fornire agli agricoltori precisi orientamenti sulle tecniche agronomiche di gestione del vigneto. La scelta del sito, del portinnesto, dell’epoca e delle modalità di esecuzione delle lavorazioni, della fertilizzazione, sono alcuni esempi. A tale proposito, per ciascuna sottozona individuata, sono state elaborate e divulgate specifiche schede agronomico gestionali.
Sulla base dell’esperienza acquisita nel comprensorio del Cirò, che rappresenta la principale area viticola calabrese, è attualmente in corso di realizzazione la zonazione di gran parte delle DOC calabresi.
La discussione sul tema della zonazione viticola è continuata nel pomeriggio con la visita guidata nelle cantine dell’azienda “Facente, particolarmente impegnata nella produzione biologiche, e dell’azienda “Librandi”.

 

 
 
 
 

    n. 1-3 anno 2003